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16.05.2019

Il mago delle
truffe pizzicato
a Desenzano

Il Commissariato di Desenzano, che ha scoperto il truffatore
Il Commissariato di Desenzano, che ha scoperto il truffatore

Truffatore seriale nella rete della Polizia di Stato: meno di 30 anni e residente in provincia di Lodi, M.G. le sue iniziali, alle spalle una lunga carriera di raggiri e bidoni di ogni tipo. Un truffatore «famoso», spesso finito nei pasticci ma ancora libero di rifilare i suoi «pacchi». Ne ha combinati almeno altri dieci nelle ultime settimane, uno di questi anche a Desenzano, fregandosi la bellezza di 30 mila euro di materiale informatico. Ma proprio qui lo hanno pizzicato. È stato individuato dagli agenti del Commissariato e denunciato per truffa e sostituzione di persona.

 

ORDINAVA SUL WEB computer e accessori, fornendo false generalità a una nota società di spedizioni, sempre la stessa, e un altrettanto falso indirizzo. Al corriere indicava un luogo fittizio per l’invio della merce, solitamente un condominio, e completava la sua messinscena presentandosi in loco, addirittura sostituendo il cartellino al citofono con il falso nome fornito al momento dell’ordine: una volta arrivato il pacco, sbucava dall’angolo del palazzo fingendosi la persona in realtà inesistente, si faceva consegnare la merce e poi pagava con un assegno contraffatto. Quando l’azienda se ne accorgeva, era ormai troppo tardi: gli incaricati della ditta si precipitavano allora sul posto, ma non trovavano più niente, né il truffatore, che era già lontano, né il falso nome sul citofono. Bastavano poi un paio di domande per l’amara conferma della truffa: né il portiere né i vicini di casa avevano mai visto o sentito nominare la persona che aveva ordinato la merce. Tutt’altro che facili le indagini del Commissariato: ogni volta M.G. cambiava nome, numero di telefono e indirizzo. Ha colpito in rapida sequenza, appunto in poche settimane, in sette province e tre regioni diverse: non solo a Desenzano, dove tutto è cominciato, ma anche in provincia di Alessandria, Cremona, Mantova, Novara, Padova e Varese.

 

OGNI ORDINE superava abbondantemente i 2000 euro, ne ha portati a termine almeno dieci: conti alla mano, si è arraffato attrezzature informatiche ed elettroniche per quasi 30mila euro. Davvero un truffatore seriale, volto noto del settore e già oggetto di attenzioni anche da parte dei media nazionali: nel suo curriculum anche una trentina di “colpi” riusciti nella compravendita di automobili, che acquistava a raffica, pagandole con assegni fasulli. Ma adesso la pacchia è finita. Almeno si spera.

Alessandro Gatta
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