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23.10.2019

Il presidio di Desenzano tra voci e timori di «tagli» Confronto con la Regione

L’ospedale di Desenzano: venerdì l’assemblea organizzata dal Pd
L’ospedale di Desenzano: venerdì l’assemblea organizzata dal Pd

Luci e ombre sull’ospedale di Desenzano: una riorganizzazione annunciata, in vista del Poas (il Piano di organizzazione aziendale) da concordare a fine anno con la Regione, il rischio di tagli a servizi e personale denunciati dai sindacati, le rassicurazioni del direttore generale Carmelo Scarcella che comunque conferma un generale riordino delle strutture di competenza dell’Asst del Garda (anche Gavardo e Manerbio) con i suoi 2.800 dipendenti, di cui 900 a Desenzano e Lonato. COSA SUCCEDERÀ davvero ai reparti, ai dipendenti e agli utenti della struttura di via Montecroce? Altre risposte arriveranno venerdì sera da Palazzo Todeschini, dove alle 20.45 è convocata un’assemblea pubblica organizzata dal Pd di Desenzano e a cui parteciperanno, oltre a Scarcella, anche l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera e il consigliere regionale Pd Gian Antonio Girelli. «SENTITE LE “VOCI” su tagli e riassetti che potrebbero portare disagi per la cittadinanza, non solo di Desenzano ma di tutto il bacino servito dall’ospedale - spiega il Pd presentando l’incontro di venerdì - si discuterà delle prospettive della struttura. Vogliamo capire le intenzioni della Regione, e abbiamo esteso l’invito a tutti i sindaci dei Comuni che si rivolgono all’ospedale di Desenzano per aprire un dialogo il più ampio e trasversale possibile». Qualche certezza c’è già. Innanzitutto la chiusura del reparto di Senologia, che però, aveva spiegato Scarcella, verrà incorporato in Chirurgia generale. LE SOFFERENZE ci sono già sul fronte del personale, primari compresi: entro fine anno saranno 14 le «strutture complesse» non coperte da primario nei tre ospedali dell’Asst gardesana (Desenzano, Manerbio e Gavardo), ma la dirigenza è da tempo al lavoro per rimediare. E ancora le sofferenze occupazionali denunciate dai sindacati (mancherebbero almeno 70 infermieri): «Cercheremo anche su questo di aprire un confronto con la Regione», ha detto Scarcella. Il direttore generale ha poi ribadito che «non ci sarà alcuna ricaduta in ambito occupazionale, e nessuna nei confronti dell’utenza». Specificando però che nel futuro Piano da approvare, l’obiettivo sarà quello di «accentuare le specializzazioni che nei tre ospedali sono già un’eccellenza: le competenze oncologiche al presidio di Manerbio e l’emergenza-urgenza a Desenzano, con un pronto soccorso più grande e investimenti in Terapia intensiva. Ma i sindacati dei lavoratori ospedalieri non sono tranquilli: «Temiamo che così facendo - hanno detto Cgil, Cisl e Uil – si possano ridurre o addirittura chiudere certi servizi. Speriamo che la riorganizzazione non sia sinonimo di tagli».

A.GAT.
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