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12.11.2019

Occupazione hotel di via Corsica: il pm chiede 3 assoluzioni

L’occupazione di febbraio 2013
L’occupazione di febbraio 2013

Per il pubblico ministero vanno tutti e tre assolti perché «manca la prova che il reato si stato effettivamente consumato». Sarà il giudice, il prossimo 2 dicembre, a decidere se condannare o assolvere Umberto Gobbi, Giuseppe Corioni e Claudio Taccioli, esponenti di spicco del movimento bresciano «antisfratti» finiti a processo con l’accusa di occupazione e di avere organizzato una manifestazione senza autorizzazione quando nel febbraio del 2013 il movimento per la casa di Brescia occupò l’hotel di via Corsica, in città, un immobile sequestrato anni prima alla criminalità organizzata ma lasciato pressoché in stato di abbandono. «Gobbi, Corioni e Taccioli non hanno occupato l’immobile - hanno sottolineato in aula durante la discussioni i loro legali, gli avvocati Sergio Pezzucchi e Silvia Guarneri -. Al massimo possono avere concorso all’occupazione. In più quella iniziativa aveva una finalità sociale, quella di utilizzare un immobile abbandonato come soluzione temporanea all’emergenza abitativa. Nei cinque anni in cui l’hotel è rimasto occupato (fino a novembre 2018 quando il Comune di Brescia ha trovato una soluzione per gli occupanti) chi lì ha trovato un tetto ha messo mano alla struttura ripristinando i locali che dal 2009 erano stati abbandonati». Slitta invece all’anno prossimo, la nuova udienza è stata fissata per il novembre del 2020, il processo per le sette persone rinviate a giudizio per l’occupazione a Desenzano dell’ex ristorante della Spiaggia d’oro alla fine del 2015. Lo spazio occupato dagli attivisti del Collettivo gardesano autonomo venne trasformato in un centro sociale ribattezzato Zanzanù dal nome del famoso brigante del lago di Garda. Il centro sociale venne sgomberato all’alba del 2 febbraio del 2016 quando le forze dell’ordine intervennero trovando all’interno alcuni degli occupanti. •

PA.CI.
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