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16.10.2019

Operai licenziati,
scatta la
mobilitazione

Il picchetto notturno  davanti al magazzino della «Servizi Associati»
Il picchetto notturno davanti al magazzino della «Servizi Associati»

Lunga notte di passione al magazzino logistico del Penny Market di via Oglio a Desenzano: per più di 8 ore una ventina di lavoratori iscritti al Si Cobas, con il sostegno degli attivisti del Collettivo gardesano autonomo, hanno organizzato un picchetto rallentando l’arrivo dei camion con la merce che proprio qui viene poi smistata per i vari supermercati della catena. La mobilitazione segue la notizia degli 11 licenziamenti da parte della Servizi Associati, la cooperativa che da circa 4 anni gestisce il magazzino dove sono occupati 75 lavoratori: licenziati, secondo la società, perché accusati di «sabotaggio», e che per questo saranno anche denunciati. IL PICCHETTO è stato monitorato per tutta la notte dalla Polizia di Stato: qualche attimo di tensione, ma niente incidenti. La mobilitazione si è poi sciolta spontaneamente ieri mattina, ma non è finita. «Siamo di fronte a licenziamenti senza preavviso - spiega Laura Raffelli del sindacato Si Cobas -. Respingiamo nella maniera più assoluta ogni accusa di sabotaggio: non sono mai arrivate contestazioni disciplinari, e non ci sono mai state azioni volontarie di rallentamento della produzione, né danni a merce o macchinari. Proseguiremo nella protesta fino al reintegro di tutti i lavoratori licenziati». In una nota i Cobas parlano di «ritmi schiavistici», e annunciano una «risposta che interesserà l’organizzazione sul piano nazionale, con la solidarietà degli operai sia degli altri magazzini che del coordinamento bresciano e delle province limitrofe». Ma in magazzino il fronte è diviso in due: ieri mattina la Cgil, che in via Oglio conta circa 60 iscritti, ha annunciato che non aderirà alla protesta dei Cobas. «Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle famiglie dei lavoratori estromessi - hanno detto Emanuele Barosselli e Gianpiero Gusmini, segretari regionale e provinciale della Filt Cgil - ma non aderiremo alle mobilitazioni del sindacato autonomo. Da tempo in magazzino la situazione è al limite: sia Penny che Servizi Associati affermano che il problema riguarderebbe solo un gruppo di lavoratori che ha scelto volontariamente di ridurre la produttività, e che o la cosa si risolve, o si chiude. In questi anni siamo riusciti a ottenere l’applicazione del contratto nazionale, accordi migliorativi di secondo livello e abbiamo chiesto un incontro per ottenere altri miglioramenti. Ma oltre ai diritti - conclude la Cgil - ci dobbiamo battere per il lavoro: è inutile dividersi se il magazzino rischia di chiudere». •

Alessandro Gatta
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