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06.11.2019

Sciopero Penny, i lavoratori non cedono

Il presidio dei lavoratori
Il presidio dei lavoratori

Non si ferma la mobilitazione al magazzino Penny Market di Desenzano: lo comunica il sindacato SiCobas, che rappresenta gli 11 lavorati licenziati, a poche ore dall’incontro in Prefettura a cui hanno partecipato, oltre alle forze dell’ordine, anche i vertici italiani della multinazionale tedesca e della Servizi Associati, la cooperativa che gestisce il polo logistico. In mattinata il prefetto Attilio Visconti si era detto disponibile a incontrare operai e sindacato, ma solo in caso di interruzione immediata dello stato di agitazione: «La Prefettura è sempre disponibile a incontrare le persone - ha detto Visconti - ma solo quando è garantito il rispetto della legalità. Auspico che venga davvero proposto un incontro, ma deve essere sospeso lo stato di agitazione e soprattutto devono cessare le azioni illegali». Il riferimento è ai picchetti e ai blocchi dei camion (in entrata e in uscita) diretti al magazzino di Desenzano: non è chiaro se e quando potrebbe essere utilizzata la forza pubblica per un eventuale sgombero, ma non si escludono nuovi blocchi nei prossimi giorni. E i lavoratori? «Siamo disponibili a richiedere un incontro - spiega Laura Raffelli dei SiCobas – ma solo se l’oggetto sarà la possibilità di reintegro. Per noi il licenziamento rimane illegittimo e andremo avanti con gli scioperi: questa è una vertenza nazionale, perché l’attacco è rivolto solo ai nostri iscritti, e non può essere un caso». Nel primo vertice in Prefettura, giorni fa, era stata proposta una buonuscita ai licenziati, oltre al ritiro delle denunce penali per «sabotaggio» (che per la cooperativa sarebbe il motivo dei licenziamenti): «Non abbiamo mai detto no a un incontro - dice Raffelli - ma non possiamo accettare i 3 mila euro offerti a ogni lavoratore per chiudere la vertenza: non si monetizza un licenziamento che riteniamo illegittimo». •

A.GAT.
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