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31.10.2019

Tassa di soggiorno
tutto l’anno, turismo
senza «stagioni»

Turisti a Desenzano: l’imposta di soggiorno si pagherà 12 mesi su 12
Turisti a Desenzano: l’imposta di soggiorno si pagherà 12 mesi su 12

I turisti in vacanza a Desenzano pagheranno la tassa di soggiorno tutto l’anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre, e non più solo da marzo a ottobre. Una presa d’atto che la «stagione» turistica dura ormai 12 mesi e che sono emerse nuove tipologie di accoglienza, su tutte le case vacanze ad affitto breve.


PER LE TARIFFE si annunciano (ma dovrà confermarli la Giunta) aumenti per gli alberghi a 4 stelle (da 1,50 a 2 euro) e a 3 stelle (da 1 a 1,50 euro), e rimodulazioni sulla base della categoria (di lusso oppure no) per quanto i campeggi (che oggi pagano tutti 60 centesimi a notte, per ogni turista sopra i 14 anni) e le case e appartamenti vacanze (oggi 1,50 euro a notte). Così cambierà l’imposta di soggiorno di Desenzano a partire dal 1 gennaio: il nuovo regolamento è stato già approvato in consiglio comunale, con l’astensione di gran parte della minoranza in polemica per la mancata discussione delle loro proposte. Riguardo alle nuove tariffe, fa sapere l’assessore al Turismo Francesca Cerini, che «la bozza è già stata approvata, ma dovrà essere ratificata in Giunta».


«IL NUOVO regolamento - dice ancora l’assessore al turismo e commercio, Francesca Cerini - è stato aggiornato anche alla luce delle variazioni normative più recenti, ampliato nella parte che riguarda gli obblighi tributari, gli accertamenti e le sanzioni per inadempimento, adeguato sulle tariffe con criterio di gradualità». Si prevedono aumenti per gli alberghi a 3 e 4 stelle, e per i campeggi e i Cav (case e appartamenti vacanze) considerati di lusso: la tariffa base dei Cav resterà invariata (1,50 euro a notte), mentre aumenterà «a seconda dell’accatastamento», dunque per le case vacanze considerate «abitazioni di lusso» (categorie catastali A1, abitazioni di tipo signorile, A8, ville, e A9, palazzi di pregio).


IN CONSIGLIO comunale dibattito rovente sugli emendamenti mancati del consigliere Maffi, in cui si chiedeva la destinazione di almeno il 30% del gettito totale dell’imposta a investimenti «di manutenzione, recupero, fruizione e valorizzazione dei beni comunali», la pubblicazione online dell’esatta destinazione della tassa e i vari interventi realizzati, sconti per i turisti sui biglietti d’ingresso a museo Rambotti e castello. Gli emendamenti non sono stati però nemmeno discussi perché, ha detto il presidente del Consiglio Rino Polloni, «non arrivati nei termini previsti dal regolamento». Da qui le proteste delle minoranze (Pd, Righetti per Desenzano, Desenzano Popolare e Movimento 5 Stelle) secondo cui la mancata discussione è stata «un’occasione persa, per migliorare e arricchire il regolamento sull’imposta di soggiorno».

Alessandro Gatta
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