Forra chiusa 17 mesi C’è la causa per danni

Dalla protesta alla causa civile: albergatori e ristoratori chiedono i danni per i 17 mesi di chiusura della Forra
Dalla protesta alla causa civile: albergatori e ristoratori chiedono i danni per i 17 mesi di chiusura della Forra
Dalla protesta alla causa civile: albergatori e ristoratori chiedono i danni per i 17 mesi di chiusura della Forra
Dalla protesta alla causa civile: albergatori e ristoratori chiedono i danni per i 17 mesi di chiusura della Forra

Ci saranno strascichi giudiziari, in sede civile ma non meno clamorosi, per i 17 mesi di chiusura della strada della Forra dopo gli smottamenti il 30 dicembre 2020. Nove attività economiche dell’altopiano di Tremosine fra ristoranti e alberghi, a lungo «isolate» o svantaggiate dalla chiusura della strada, hanno fatto causa alla Provincia di Brescia, titolare della strada e responsabile della lunga procedura per la messa in sicurezza della Forra. La prima udienza è prevista proprio in questo mese di ottobre. Sull’atto con la richiesta di risarcimento danni c’è la firma dei proprietari dei ristoranti La Forra e Brasa, i due locali posizionati proprio a bordo strada nella parte nord della Forra, appena passato il tratto più iconico e spettacolare della strada scavata nella roccia. Con loro anche Stella d’Oro alla Pieve e Plus Market di Pregasio, poi l’hotel Miralago alla terrazza del brivido della Pieve, il residence delle Rose e il ristorante e pizzeria Presè sempre alla Pieve, l’hotel Lucia e la Trattoria Nai, questi ultimi due invece della frazione di Pregasio. «A maggio abbiamo formalizzato la prima richiesta di risarcimento danni, che però la Provincia ha rigettato non presentandosi alla riunione all’avvocatura – spiega il presidente dell’Associazione strada della Forra Moreno Zocchi – così nel mese di luglio abbiamo deciso di intentare causa. Con la strada chiusa praticamente un anno e mezzo, abbiamo avuto danni economici importanti, pagando in ogni caso sempre tasse ed imposte comunali». In merito alle lungaggini delle opere per il ripristino della viabilità, la prima ruspa si è materializzata il 7 febbraio, dopo 407 giorni. Alla riapertura il 26 maggio 2022, qualche voce fuori dal coro si era del resto già fatta sentire anche attraverso i consiglieri del Comitato civico cittadini Tremosine, criticando la «passerella» di politici al taglio del nastro dopo una così lunga attesa.•. L.Sca. © RIPRODUZIONE RISERVATA