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18.06.2019

Ambulatori
a rischio, alto
Garda in allarme

Ambulatori di Gargnano: il timore dei sindaci è quello della chiusura
Ambulatori di Gargnano: il timore dei sindaci è quello della chiusura

Approda sul tavolo dell’azienda ospedaliera Asst Garda la questione dei Poliambulatori di Gargnano, ormai un «caso» che mobilita tutto l’alto Garda per il timore di perdere un servizio insostituibile. Dopodomani una delegazione di sindaci dei Comuni del Parco dell’alto Garda incontrerà a Desenzano il direttore generale dell’Asst, Carmelo Scarcella, guidata dal presidente della Comunità montana e sindaco di Valvestino Davide Pace, con Giovanni Albini di Gargnano, Daniele Bonassi di Tignale e Gianpiero Cipani di Salò. La decisione di muoversi insieme è maturata dopo un incontro tra tutti i nove sindaci dell’area del Parco alto Garda, ovvero Salò, Gardone Riviera, Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Tremosine, Limone, Valvestino e Magasa.

 

«DOPO IL PRIMO incontro preliminare tra sindaco di Gargnano e il direttore Scarcella - afferma Davide Pace - era stato assicurato che non c’è la volontà di chiudere il presidio medico gargnanese e se mai dovesse accadere, il servizio di guardia turistica, guardia medica e 118 ci è stato garantito che non sono in discussione». Questo quanto aveva a suo tempo riferito al giornale anche il sindaco di Gargnano Giovanni Albini. Sta di fatto però che le rassicurazioni non sono bastate a smorzare le voci sempre più insistenti di una chiusura degli ambulatori. Tramite la pagina Facebook «No alla chiusura dei Poliambulatori di Gargnano», è nata in questi giorni una raccolta firme per fare «pressing».

 

IL MESSAGGIO è rivolto alla Regione Lombardia e alla direzione dell’Asst Garda. Cosa peraltro già avvenuta a livello politico, come conferma il presidente della Comunità montana Davide Pace: «Dall’incontro tra i nove sindaci abbiamo iniziato a prendere posizione, attivando tutti i canali a nostra disposizione, dai consiglieri regionali ai parlamentari europei». Del resto tre indizi fanno una prova: «Al netto dell’incontro avvenuto tra il sindaco di Gargnano e il direttore di Asst Garda nel quale erano stati assicurati i servizi primari, una presa di posizione ufficiale non è ancora avvenuta - dichiara Pace - ma le voci sono ormai troppe». Sussurri e spifferi che trovano riscontro consultando la bacheca degli ambulatori aperti: prelievi e dermatologia aperti solo 2 ore ogni 15 giorni, fisioterapia e chirurgo una volta al mese, otorino e fisiatra, in passato presenti tutte le settimane, ora solo una volta al mese. Ambulatori chiusi: ginecologia, cardiologia, oculistica, e ora anche diabetologia. Ecco perchè i sindaci si mobilitano.

Luciano Scarpetta
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