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19.09.2014

Hotel diffuso e turismo slow Muslone guarda già al futuro

L'incanto del borgo di Muslone, a dieci minuti in auto da Gargnano
L'incanto del borgo di Muslone, a dieci minuti in auto da Gargnano

Trasformare un tranquillo borgo medievale di nemmeno cento abitanti come Muslone a Gargnano, in un albergo diffuso. È l'intrigante proposta di Micol Dusi, 24 anni appena compiuti, di Villanuova sul Clisi, protagonista in questi mesi di un percorso di laurea magistrale attento all'ambiente. Il modello prospettato da Micol Dusi, grazie all'effetto della rete web sta catalizzando l'interesse di istituzioni e operatori. «Ho scelto di approfondire i miei studi - spiega convinta - su questo tema, perché ritengo che sul Garda ci sia poco turismo sostenibile, richiesto oggi da chi viaggia e utile ancora di più per una zona interessata, finora, soltanto da un turismo intenso e stagionale».
MA COS'È un albergo diffuso? «È un mezzo per mantenere intatto un borgo evitando di lasciarlo morire con l'emigrazione o di snaturarlo: è un hotel dove le sue varie componenti, la reception, le camere, il ristorante, sono suddivise in diverse strutture del paese». Immobili privati dismessi o pubblici, in abbandono, che in questo modo sono gestiti dagli abitanti; per il turista c'è l'opportunità di una full immersion con la cultura del posto. «Per i residenti la possibilità di lavorare a casa, evitando lo spopolamento». Durante i sopralluoghi tra aprile e agosto la Dusi ha scelto Muslone per la splendida vista lago e l'accessibilità; 10 minuti d'auto da Gargnano.
Ed è stata colpita dalla disponibilità dei residenti. «Sono arrivata con un'amica verso le tre del pomeriggio e il borgo era in un silenzio surreale. La signora che avevo contattato, Emma, sapeva vagamente il motivo per cui mi recavo a Muslone, ma mi aspettava in piazza, come se fossi una nipote che non vedeva da tempo. Sono stata invitata prima in casa del figlio e poi nella sua, col marito Vittorio. Poi con la nuora e un' amica ci hanno mostrato il borgo, regalandoci tempo». Muslone, per Micol, è soggetto alla «continua migrazione dei residenti in luoghi che offrono più lavoro; molti edifici sono stati venduti a stranieri, senza ricadute positive sul territorio e ciò è avvertito come una grande minaccia da alcuni abitanti. Anche per questo mostrano tanto interesse per l'albergo diffuso».
Il problema principale è l'assenza di fondi, pubblici e privati: «Sarebbe già bello se qualcuno, analizzando la mia proposta, si rendesse conto che può diventare una formula per puntare verso un turismo meno inquinante».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Scarpetta
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