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11.08.2020

Il centro culturale
chiude i battenti.
Futuro da ostello

Il convento francescano che per vent’anni ha ospitato il CentroPadre Bruno Ducoli è il direttore del centro gardesanoUna suggestiva immagine del chiostro all’interno del convento
Il convento francescano che per vent’anni ha ospitato il CentroPadre Bruno Ducoli è il direttore del centro gardesanoUna suggestiva immagine del chiostro all’interno del convento

Da qualche tempo in paese la voce girava, ora c’è la conferma: a fine anno il «Centre Européen de Rencontre et de Ressourcement» al convento di S. Tommaso di Villa, chiude i battenti. «Sì, è vero - ammette il dirigente del Centro, padre Bruno Ducoli, che tra una decina di giorni raggiungerà il traguardo delle 85 primavere - abbiamo ricevuto la comunicazione un paio di mesi fa. SE NE PARLAVA da prima, ma adesso è ufficiale, i conventi sono tanti ma le persone poche e questo di Villa cambia destinazione». Quale, se è possibile sapere? «Non lo sappiamo nemmeno noi - continua - è una decisione che si sono riservati i superiori dei padri francescani della Provincia ecclesiastica del nord Italia». Qualcosa però trapela: tra le ipotesi più accreditate c’è quella di luogo di ospitalità per i pellegrini lombardi verso i luoghi di culto, una tappa di ristoro per le persone. Il convento sarà probabilmente una delle tappe del turismo slow dei cammini e dei pellegrinaggi, un punto di partenza per promuovere anche il territorio nella sua totalità. E voi dove andrete? Dove per «voi» è intesa l’equipe di padre Bruno, formata da Piero Giorgi, Roberto Pozzo, Silvana Panciera e padre Fiorenzo tornato quest’ultimo da poco dalla Russia. «Andremo alla Scuola Luzzago di Brescia – anticipa padre Bruno Ducoli, scuola paritaria d’ispirazione cattolica che ha sfornato grandi interpreti dell’economia. Promuoveremo inoltre al convento San Gaetano di Brescia un’iniziativa attiva in Lombardia solo a Milano e tra qualche mese appunto anche in città, occupandoci di persone rimaste sole dopo il divorzio che non sanno dove andare a dormire e a mangiare». Termina quindi dopo quasi un ventennio (il Centro venne inaugurato nell’estate 2001) l’esperienza gargnanese di padre Ducoli e dei suoi compagni al Convento di Villa. Un luogo di accoglienza, per seminari, convegni, gruppi di lavoro «dove si costruivano e si valutavano progetti, articolando l’azione sulla realtà con la propria crescita personale». Tanti gli operatori sociali, amministrativi e politici che si sono incontrati al convento «per mettere in comune le difficoltà e le soluzioni da proporre, maturando poi buone pratiche». Moltissime le persone comuni: «Il 70% era gente dall’estero, tanti i tedeschi poi francesi, francesi e belgi: oltre 50 mila persone. Devo dire un grosso successo, difficile all’inizio, ma l’idea era di quelle buone. Non conoscevamo questi luoghi - ammette padre Ducoli, anche lui rientrato in Italia dopo una trentina d’anni di impegno all’estero - e devo ringraziare il paese che ci ha accolto e trattato bene. Noi se vogliamo abbiamo contribuito alla crescita culturale ed economica del borgo». Il ricordo di questa esperienza gardesana verrà raccolto in una prossima «piccola pubblicazione». •

Luciano Scarpetta
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