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20.05.2019

Il Garda ora si
ritira e aspetta
un «contratto»

Polemiche ancora accese sulla gestione dei livelli del Garda
Polemiche ancora accese sulla gestione dei livelli del Garda

La svolta è arrivata il 5 maggio, con la decisione di aprire completamente i «rubinetti» fino alla portata di 150 metri cubi al secondo e di lasciarli aperti dal 6 al 9 maggio. Una scelta forzata, necessaria per far scendere rapidamente il livello delle acque del lago di Garda dai 142 centimetri sopra lo zero idrometrico registrati proprio il 5 maggio a Peschiera (un record storico per i primi di maggio, con circa 36 centimetri sopra la media stagionale). L’operazione ha dato frutti, e negli ultimi quattro giorni il livello del Benaco si è stabilizzato sui più rassicuranti 128 centimetri. Ora il deflusso delle acque verso il Mantovano attraverso il Mincio è regolato a 70 metri cubi al secondo, e compensa i 66 metri cubi di afflusso permettendo un riempimento complessivo del bacino al 95%. Rientrata l’emergenza non si è però esaurita l’onda lunga delle proteste dei sindaci sulla gestione dei livelli degli ultimi anni: un servizio attuato dall’Aipo in accordo con la Comunità del Garda per cercare di conciliare le diverse esigenze legate agli impieghi differenziati delle acque. IL DISCIPLINARE relativo risale al 1965, e la volontà di aggiornarlo è sottolineata dalla richiesta di un nuovo «contratto di lago», un documento che deve vedere la partecipazione delle tre Regioni che si affacciano sul bacino, dai comuni e da tutti gli altri portatori di interesse. L’obiettivo di un modello condiviso di gestione e del delicato territorio circostante, insomma, non è facile da centrare. Le prossime mosse? «Il prossimo 29 maggio - anticipa Angelo Cresco, il presidente di Ags, l’equivalente di Acque bresciane per la sponda veneta - avremo un incontro a Parma con l’Autorità di bacino, e in quella occasione porteremo la nostra proposta condivisa con la Comunità del Garda». La bozza di contratto di Ags prevede anche la proposta di sottoporre gli scafi delle imbarcazioni a sanificazione prima di essere immesse nel lago: la soluzione a un problema emerso alla fine di questo inverno, quando in occasione della missione dei subacquei sulle tubature fognarie sommerse tra Maderno e Torri è stata rilevata la presenza di colonie batteriche che stanno corrodendo la condotta. Bio concrezioni generate da microorganismi portati sul Garda da vettori esterni; come per esempio una barca arrivata da lontano per partecipare a una regata. Altre anticipazioni? Sul tavolo c’è anche la definizione di un calendario unico per la pesca e di un programma condiviso tra Regioni per la gestione del ripopolamento ittico. •

Luciano Scarpetta
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