Il lago «perde acqua», è già allarme siccità

di Luciano Scarpetta
La siccità sul lago alle grotte di Catullo in un’immagine di due anni fa
La siccità sul lago alle grotte di Catullo in un’immagine di due anni fa
La siccità sul lago alle grotte di Catullo in un’immagine di due anni fa
La siccità sul lago alle grotte di Catullo in un’immagine di due anni fa

Se queste sono le premesse, per i livelli del lago si va davvero incontro ad un’estate drammatica. Dopo sei mesi in cui ha piovuto poco e nevicato pochissimo, l’arrivo del caldo e della stagione irrigua non promette nulla di buono. Per questo motivo alla Comunità del Garda, dopo aver raccolto le preoccupazioni dei sindaci rivieraschi, si è deciso di allertare il Consorzio del Mincio in previsione delle prossime settimane.

DA OGGI le uscite d’acqua dal Garda verso il Mincio, per le esigenze della stagione irrigua nel Mantovano, potranno in teoria, ma anche in pratica, aumentare dai 75 attuali fino a 88 metri cubi al secondo, facendo immaginare la «tempesta perfetta» che potrebbe scatenarsi sui livelli del lago: caldo torrido e conseguente evaporazione, livelli già non altissimi e rubinetti aperti. Tre fattori che, messi insieme, preoccupano.

«Fino ad oggi le uscite erano regolate a 75 metri cubi al secondo – spiega il segretario generale della Comunità del Garda, Pierlucio Ceresa - mentre il livello delle acque gardesane si attesta a 91 centimetri sopra lo zero idrometrico, una situazione che riporta al 2006, anno precedente la grande crisi idrica. Prudenzialmente in maggio abbiamo risparmiato molta acqua, mantenendo per molti giorni gli scarichi a 25 metri cubi al secondo, ma proprio perché probabilmente continuerà a perdurare l’assenza di precipitazioni, a nome dei comuni del lago ho chiesto all’ingegner Mille maggior cautela in prospettiva nell’utilizzo dell’acqua, derogando dai parametri».

SECONDO le disposizioni normative, da oggi il Consorzio del Mincio potrà prelevare fino a 88 metri cubi al secondo. Ma è proprio necessario?

«Visto il periodo siccitoso - spiega Pierlucio Ceresa - senza neve sui rilievi e con un’evaporazione elevata a causa dell’ondata di caldo, c’è il rischio che continuando di questo passo il livello delle acque del lago possa diminuire in prospettiva futura di un centimetro e mezzo o anche di due centimetri al giorno. Con conseguenze pesanti a livello di immagine turistica, di sicurezza della navigazione e di impatto sugli ecosistemi lacustri.