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18.02.2020 Tags: Salò

Il MuSa aspetta il boom del «dopo Guerri»

Il sindaco Cipani con Sgarbi, Cappellini e Guerri al MuSa di Salò
Il sindaco Cipani con Sgarbi, Cappellini e Guerri al MuSa di Salò

Il MuSa è una «realtà a livello nazionale che valorizza la città di Salò», o invece «un museo locale privo di un’identità riconoscibile»? Pareri opposti giungono dall’ultimo Consiglio comunale, al traino dell’approvazione (astenuti i 5 di minoranza) della concessione rinnovata tra il Comune e la Fondazione Opera Pia che gestisce il museo. Il rinnovo della convenzione, «atto dovuto» che copre nei contenuti la precedente, è stta l’occasione per il gruppo di minoranza «Salò Futura» di mettere l’accento su un paio di problematiche di questi primi anni di vita del museo. LA PRIMA legata alla sovrapposizione di ruoli di Giordano Bruno Guerri, presidente fino a poche settimane fa del consiglio di amministrazione dell’Opera pia e, nel contempo, anche direttore del MuSa. La seconda invece riconducibile ad una «gestione economicamente deficitaria degli ultimi due anni del museo». La prima contestazione si è esaurita nei giorni scorsi con la nomina del nuovo direttivo presieduto ora da Alberto Pelizzari, ex assessore al bilancio in Comune a Salò e consigliere di amministrazione di Banca Valsabbina. Scadenza naturale che coincide anche con il termine del mandato di direttore del MuSa che sarà ricoperto con un nuovo bando indetto dalla Fondazione. «L’INCARICO sia di presidente che di direttore era lecito e non incompatibile - ha detto il sindaco di Salò Giampiero Cipani -. Io ringrazio Giordano Bruno Guerri per il lavoro svolto in questi cinque anni nei quali il MuSa è stato promosso a realtà nazionale». Sulla «mancanza di un’identità riconoscibile», il sindaco ha spiegato in aula la volontà del direttore uscente di conquistare il pubblico con mostre che puntavano più sull’immagine nazionale che locale del museo cittadino. Come ad esempio le rassegne «Da Giotto a De Chirico» del 2016, il «Museo della follia» nel 2017 (che fece scalpore per la presenza di un dipinto di Adolf Hitler) e l’ultima del 2019 «Contemplazioni: i visionari», tutte curate da Vittorio Sgarbi. «Sono convinto che il nuovo cda lavorerà altrettanto bene - ha aggiunto Cipani -. Punteremo in futuro anche sull’identità locale con una nuova sezione, in un progetto culturale che punta a valorizzare ulteriormente la città». Capitolo gestione economica: il gruppo di minoranza «Salò Futura» ha anticipato in aula la richiesta che sarà avanzata nei prossimi giorni di conoscere il numero di accessi al museo degli ultimi anni e l’importo incassato suddiviso tra biglietti staccati e biglietti acquistati dagli sponsor. •

Luciano Scarpetta
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