ECOLOGIA

La Goletta mette a nudo le ferite aperte del lago

Risultano «fortemente inquinati» le Rive di Salò, il porto di Padenghe e a sorpresa anche le acque dell'Oasi San Francesco di Desenzano
La Goletta di Legambiente ha rilevato inquinamento da colibatteri in circa la metà dei punti monitorati lungo le coste del lago di Garda
La Goletta di Legambiente ha rilevato inquinamento da colibatteri in circa la metà dei punti monitorati lungo le coste del lago di Garda
La Goletta di Legambiente ha rilevato inquinamento da colibatteri in circa la metà dei punti monitorati lungo le coste del lago di Garda
La Goletta di Legambiente ha rilevato inquinamento da colibatteri in circa la metà dei punti monitorati lungo le coste del lago di Garda

La spiaggia delle Rive di Salò, il porto di Padenghe, l'Oasi San Francesco a Desenzano: sono queste le tre località bresciane giudicate «fortemente inquinate» dalla Goletta dei Laghi di Legambiente per la presenza più che doppia (rispetto ai limiti di legge per la balneazione) di batteri fecali. A queste si aggiungono la spiaggia «fortemente inquinata» alla foce del torrente Bosca e quella «inquinata» del torrente Marra, a Lazise. Non è una bocciatura assoluta, ma poteva andare meglio: su 12 punti sondati quest'anno dalla Goletta, sulle due sponde, 5 sono risultati oltre i limiti (quasi il 42%). I criteri sono noti e arcinoti: i campioni di acqua vengono prelevati da volontari appositamente formati, in luoghi dove già erano state segnalate criticità oppure a seguito di più recenti «alert» di cittadini e attivisti. Quando viene rilevata la presenza di enterococchi intestinali maggiore di 500 Unità formanti colonia (Ufc) per 100 ml d'acqua e di Escherichia coli maggiore di 1.000 Ufc (entrambi fanno parte dei celeberrimi batteri da fogna) la zona viene definita «inquinata», quando gli enterococchi sono oltre 1.000 Ufc e gli Escherichia coli oltre 2.000 Ufc è invece «fortemente inquinata». Sono 6 i punti monitorati nel Bresciano: entro i limiti a Desenzano la foce del canale alla Spiaggia d'Oro (che era risultata «fortemente inquinata» due volte negli ultimi 5 anni) e la spiaggia a sud della Lega Navale (sempre nei limiti negli ultimi 3 anni), a Toscolano la foce dell'omonimo torrente sul lungolago (inquinata nel 2017).Fortemente inquinati invece, come detto, la spiaggia delle Rive a Salò (così per 3 volte negli ultimi 5 anni, e quasi sempre dal 2012), il porto di Padenghe (sempre inquinato da 10 anni) e infine l'Oasi San Francesco, monitorata per la prima volta. «Parliamo di due punti dove l'inquinamento è cronico - ha detto Barbara Meggetto di Legambiente Lombardia - e ad oggi nessuno ha ancora pensato di risolvere il problema. Vero è che il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma è altrettanto vero che esiste una direttiva europea che prevede che i laghi e fiumi debbano essere balneabili ovunque. Non è così sul Garda, dove si rilevano criticità storiche probabilmente a causa degli sfioratori di piena, o scarichi a lago, oltre a un problema nuovo, ma su cui l'attenzione dovrà essere doppia: l'Oasi San Francesco di Desenzano è importantissima per flora e fauna». La Goletta prosegue anche il monitoraggio delle microplastiche, in collaborazione con l'agenzia nazionale Enea e la Lega Navale di Desenzano: oltre ai campionamenti si lavora a un protocollo comune da condividere in futuro con le Arpa regionali. .

Alessandro Gatta

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