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04.10.2019

I «No Tav» si mettono in marcia «La possiamo ancora fermare»

La delegazione dei comitati No Tav alla presentazione del corteo
La delegazione dei comitati No Tav alla presentazione del corteo

«Fermatevi. Perché noi non ci fermeremo»: è questo lo slogan lanciato ieri dal Coordinamento No Tav Brescia-Verona in vista della manifestazione in programma domani a Lonato. AL CORTEO sono attese moltissime persone, anche perchè le prime operazioni di cantiere, a Desenzano come a Lonato e a Calcinato, hanno diffuso una maggiore attenzione. Il ritrovo è fissato alle 14 in piazza Martiri della Libertà, poi la marcia lungo via Roma superando via Galilei fino al maxi-cantiere di Campagna. Adesioni anche da fuori provincia: da Verona partirà un pullman, e sono in programma «partenze collettive» da Brescia e Mantova. «Abbiamo scelto Lonato per via del gigantesco cantiere che ha preso forma nelle ultime settimane - spiegano gli attivisti - ma il monito è rivolto a tutte le amministrazioni dei Comuni coinvolti, silenti e mai trasparenti. Sono passati cinque anni dalla nostra prima grande manifestazione, a San Martino, e se quello che dicevamo allora sembrava uno slogan, che la Tav è uno spreco di soldi e di territorio, ora è certificato dall’analisi costi-benefici». Ci rivolgiamo anche al nuovo Governo e al nuovo ministro delle Infrastrutture: ci vuole coraggio, e la volontà politica di fermare l’opera. Anche se i cantieri si stanno muovendo, siamo ancora in tempo per fermare l’opera prima che venga realizzato un tunnel di 7 chilometri che non porterà a niente, una cattedrale nel deserto». IL CANTIERE di Lonato, tra via Salera e via Campagna di Sotto vicino alla Wiehrer, in effetti comincia a fare impressione: montagne di terra già smossa, ruspe e camion e gru che si perdono all’orizzonte, proprio di fianco all’autostrada. Arriverà a una superficie di 7 ettari e mezzo: «Qui realizzeranno anche una nuova rampa – continuano i No Tav - e forse anche un’uscita ad hoc sulla A4, per i camion». Attenzione anche su Desenzano, a pochi giorni dal Consiglio comunale in cui era presente una trentina di attivisti: «Non è vero che tutti gli espropri si concluderanno con accordo bonario, com’è stato detto in Consiglio: sappiamo di espropriandi che si sono già rivolti al nostro avvocato». •

A.GAT.
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