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12.04.2019

Il «Daspo» contro i No Tav torna ad agitare il Consiglio

La vicenda del «Daspo urbano» e varie interpellanze dei gruppi di minoranza saranno al centro della seduta del Consiglio comunale di Lonato, questa sera alle 20 ,30 nella sala Celesti. Le altre interpellanze all’ordine del giorno riguardano tre argomenti tutti importanti: la riorganizzazione con possibile chiusura dell’ospedale di Villa dei Colli, tema molto sentito in tutta la zona del basso Garda; l’utilizzo del parcheggio della biblioteca che sembra essere limitato al solo personale veterinario e Polizia locale; la convenzione tra il Comune e la Fondazione Ugo Da Como. Tema caldo, la Giunta comunale intende riaprire la discussione sul «Daspo» e sugli avvenimenti occorsi durante il convegno della Coldiretti in occasione della fiera di Lonato, quando in seguito a un battibecco in sala 13 attivisti dei comitati No Tav furono colpiti per 48 ore da un provvedimento di allontanamento, oltre a 100 euro di multa a testa, per aver disturbato la conferenza esponendo uno striscione. Ne nacque una forte polemica da parte delle forze politiche d’opposizione, e un ricorso contro il provvedimento da parte degli stessi attivisti «daspati». Proprio i comitati No Tav annunciano anche per questa sera, in occasione della riunione del Consiglio comunale, un loro presidio simbolico davanti al municipio, invitando la cittadinanza. «Da anni - afferma in una nota il Coordinamento No Tav di Brescia e Verona - gli unici che hanno sempre portato avanti con coraggio e coerenza la lotta contro questo inutile scempio della Tav siamo proprio noi. Non possiamo accettare che ne qui, ne altrove, che chi lotta per difendere la propria terra e il proprio futuro venga sottoposto a restrizioni della libertà personale e di lotta. Invitiamo tutte le realtà e le persone che in questi mesi ci hanno dimostrato solidarietà a partecipare a questo presidio. La libertà d’espressione è di tutti e va difesa Oggi è toccato a noi - conclude il Coordinamento - la prossima volta a chiunque avrà ancora l’ardire di protestare». •

R.DAR.
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