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19.08.2019

Rischio alluvioni, scatta un piano da tre milioni

Lonato investe per  mettersi   al riparo dal rischio allagamenti
Lonato investe per mettersi al riparo dal rischio allagamenti

Se qualcuno non se n’era ancora accorto, e nonostante il negazionismo di Trump, il cambiamento climatico ci sta tenendo compagnia da tempo con tutti i peggiori effetti collaterali. Se ne sono accorte finalmente anche le istituzioni, che lungi dal prendere provvedimenti concreti e seri per ridurre le emissioni di Co2 si danno almeno da fare tentando di prevenire i rischi sempre più pesanti per il territorio. Rischi che sono rappresentati da bombe d’acqua, grandinate da paura, venti da uragano e, ovviamente, alluvioni. RELATIVAMENTE ai pericoli dell’acqua sono state individuate aree esposte potenzialmente al rischio idrogeologico anche nel Comune di Lonato. Per questo motivo, già nel 1999, il Consorzio di bonifica del Chiese aveva definito un importante intervento sulla rete dei canali con la realizzazione di un bacino di accumulo delle acque di piena a protezione dell’abitato lonatese; poi, negli anni successivi sono stati realizzati interventi parziali che hanno contribuito almeno a ridurre il problemi. Purtroppo però i lavori più consistenti sono ancora in agenda. Tra questi c’è il progetto dello «scaricatore della Salera di Lonato»: un’opera che è stata al centro di discussioni tra il Consorzio e il Comune già nel 2008, e che dal 2014 è rientrata nella lista delle opere di mitigazione delle alluvioni del «Piano nazionale di opere e interventi - Piano finanziario per la riduzione del rischio idrogeologico» conosciuto dai tecnici col titolo di «Italia sicura». DOPO LA FASE delle discussioni e dei piani sembra (quasi) arrivato il momento della realizzazione, e per questo il Consorzio ha chiesto all’amministrazione comunale l’impegno all’inserimento nelle previsioni urbanistiche locali della bacinizzazione di un tratto della Roggia Lonata e della realizzazione di un canale scolmatore con annessa «vasca di laminazione» per smaltire le piene nella località Salera. Non c’è però solo una richiesta di impegno diciamo così normativo, o meglio urbanistico; perché all’ente locale viene anche chiesto di trovare le risorse finanziare indispensabili per il lotto funzionale numero 2. INTANTO il Consiglio di amministrazione del Consorzio irriguo ha approvato il progetto definitivo dei lotti funzionali 1 e 2, definendo per l’operazione un costo complessivo di 3 milioni 150 mila euro: un milione e 190 mila euro per la prima parte del cantiere e un milione e 960 mila per la seconda parte. •

Valerio Morabito
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