Ma i bresciani tradiscono le «Doc» del territorio: «Si beve troppo Prosecco»

Brescia ha il record regionale di consumo del Prosecco: uno smacco
Brescia ha il record regionale di consumo del Prosecco: uno smacco

«Forse è arrivato il momento di sedersi tutti insieme, i tre (Franciacorta, Lugana e Valtenesi) e cominciare a fare cultura: non è possibile che Brescia, terra di grandi vini, sia la città lombarda dove si consuma più prosecco veneto». PAROLA di Carlo Alberto Panont, il direttore del Consorzio Valtenesi che lancia un appello ai colleghi del bianco, il Lugana, e delle bollicine, il Franciacorta. «SERVE UNO SCATTO d’orgoglio - ha incalzato ieri mattina in conferenza stampa - : se abbiamo conquistato i mercati esteri, dovremmo essere in grado di conquistare i bresciani. La nostra provincia deve essere un mercato primario: per questo lanciamo un appello a organizzare degli incontri unitari». Sarà ascoltato? Potrebbe essere occasione per discutere anche del calo generalizzato della vendemmia di quest’anno. «Solo in Toscana si è registrato il segno più - continua Panont - mentre in Valtenesi, mentre la vendemmia volge al termine, probabilmente avremo una contrazione fino al 30% sulla media storica, e fino al 40% rispetto allo scorso anno, che però ricordiamo era stato particolarmente generoso». I MOTIVI sono tanti: un maggio molto piovoso, e soprattutto il più freddo degli ultimi 25 anni, seguito dal giugno più caldo dal torrido 2003, la siccità di luglio e le piogge d’agosto, per non parlare delle varie grandinate tra cui la tempesta (con supercella) del 12 agosto, che in Valtenesi ha danneggiato (in media) 30 ettari di vigneto ogni 100. La qualità, in compenso, sarà ottima: «Si prevedono acidità molto alte e importanti, che daranno vini longevi – dice ancora Panont – e gradazioni zuccherine non molto elevate. Sarà l’anno dei vini rosa, e non dei rossi». Comunque il «rosa», anzi il Chiaretto, è il colore della Valtenesi: «In pochi anni siamo passati da 600mila bottiglie di rosato fino a 2 milioni e mezzo: l’obiettivo è arrivare a 5 milioni di bottiglie di vino Doc, di cui 4 milioni di Chiaretto. Ma abbiamo bisogno di altri ettari: almeno 200 o 300, e ci vorranno anni».

A.GAT.

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