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23.01.2019

L’assalto ai coregoni, altri tre nei guai

Una delle tante reti sequestrate nei giorni scorsi sul Garda
Una delle tante reti sequestrate nei giorni scorsi sul Garda

Ieri il calendario prevedeva la fine del divieto di pesca del coregone, ma sarebbe interessante capire quanti esemplari di questa varietà di salmonide sono rimasti in circolazione, visto che nelle settimane scorse sul Garda e anche sul Sebino si è verificato un saccheggio ai danni dei pesci impegnati nella delicata riproduzione vicino a riva. Solo nelle ultime serate a cavallo del fine settimana, per dare un quadro molto parziale della situazione, le guardie volontarie della Provincia e dell’Arci caccia già protagoniste nei giorni scorsi di numerosi interventi e sequestri hanno individuato e verbalizzato tre persone su un totale di sette sorprese a pescare di frodo. IL PRIMO intervento in ordine di tempo è avvenuto nel weekend a Pisenze di Manerba, con l’individuazione di due bracconieri che una volta scoperti sono scappati nei giardini delle ville vicine alla sponda abbandonando i pesci già catturati e le reti sul posto. Le guardie sono rimaste ad aspettarli appostate, e i due, di nazionalità albanese, ingenuamente dopo un po’ sono tornati per riprendersi tutto rimediando invece un verbale. Lunedì sera poi i guardiapesca volontari sono tornati a Pisenze, ma stavolta i due pescatori fuorilegge individuati alle prese con un grande bilancino sono scappati e letteralmente svaniti nel nulla. Non era ancora finita, perchè lo spostamento in un’altra località manerbese, la Spiaggia Bianca, ha permesso di individuare altri tre bracconieri che avevano calato in acqua una rete professionale. I volontari sono riusciti a bloccarne uno, che si è rifiutato di mostrare i documenti e che per questo è stato identificato poco dopo dai carabinieri della Compagnia di Salò, intervenuti subito a supporto mentre le guardie recuperavano la rete liberando il pescato ancora vivo: l’ennesimo saccheggiatore è un immigrato di nazionalità moldava. Un’attività preziosa quella portata avanti faticosamente dagli operatori volontari di Provincia e Arci caccia. Preziosa e tecnologicamente avanzata: per individuare più facilmente gli autori del saccheggio ittico, le guardie si sono dotate a loro spese di termocamere per la visione notturna e di un ecoscandaglio impiegato per individuare le reti in acqua. •

P.BAL.
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