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16.07.2019

Lo credevano
annegato, si
ripresenta a casa

I carabinieri di Manerba
I carabinieri di Manerba

«He’s fine», sta bene: in una frase della moglie è racchiuso l’incredibile e per certi versi miracoloso epilogo delle ricerche del turista tedesco scomparso sabato pomeriggio. Quando tutti si erano rassegnati al peggio, ieri sera si è presentato alla porta della casa vacanze, in stato confusionale, ma fisicamente in buone condizioni. Dopo tre giorni di ricerche senza esito, il 42enne di Amburgo Maik Deiderich è tornato a casa da solo, nel residence di via della Molaria a Manerba dove soggiornava con la famiglia, e dove si erano radunati i suoi parenti, i genitori e le sorelle arrivati ieri dalla Germania. Sono circa le 21.30 quando ai carabinieri di Manerba arriva la segnalazione inattesa. Ai militari arrivati sul posto, con il maresciallo Marco Fainelli, Deiderich ha raccontato di non ricordarsi quasi nulla dell’accaduto: stava nuotando a dorso, non lontano dalla spiaggia della Romantica dove si era tuffato poco prima, nel pomeriggio di sabato, quando ha sbattuto la testa, forse contro una roccia, ed è come se avesse perso i sensi. Ha detto di essersi ripreso appoggiato a degli scogli: ha raggiunto la spiaggia più vicina e ha vagato per più di due giorni prima di ritrovare la via di casa. A quanto pare colpito da un’amnesia: non si ricordava nulla, nemmeno il suo nome.

 

IERI SI È RIPARATO nei boschi, forse nella zona della Rocca: non è chiaro come improvvisamente abbia ritrovato la memoria, e dunque la via di casa. Ieri sera è stato accompagnato in ospedale a Gavardo da un’ambulanza dei Volontari del Garda, insieme alla moglie. Oggi incontrerà i carabinieri per cercare di ricostruire la vicenda nei dettagli, e tutti i suoi spostamenti. Una delle due sorelle, ieri sera, raccontava di non aver mai perso la speranza: «Me lo sentivo, era come una sensazione», ha detto a pochi minuti dal ritrovamento. Deiderich indossava solo il costume da bagno: ha scavalcato il cancello e ha bussato alla porta. La moglie e i due figli (di 7 e 16 anni) così come le sorelle e i genitori già dormivano: se lo sono trovati di fronte, infreddolito e stanco, ma vivo. Anche ieri le ricerche erano proseguite per tutto il giorno, senza esito. I Vigili del Fuoco la mattina, i Volontari del Garda nel pomeriggio: entrambi in azione a largo della spiaggia dove Maik era scomparso. Era stata la moglie a dare l’allarme: l’aveva visto allontanarsi a nuoto ma non ci aveva badato, essendo un nuotatore esperto. Alle 18.30 aveva chiesto aiuto: già il primo giorno era stata esplorata un’area compresa tra San Felice e il porto Torchio. Ricerche proseguite anche domenica, e anche ieri. Fino all’epilogo incredibile di una storia che in tanti ricorderanno a lungo.

Alessandro Gatta
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