Nel dirupo in mountain bike, volo mortale

I sentieri di Pregasina, sopra Riva del Garda, luogo della disgrazia
I sentieri di Pregasina, sopra Riva del Garda, luogo della disgrazia
I sentieri di Pregasina, sopra Riva del Garda, luogo della disgrazia
I sentieri di Pregasina, sopra Riva del Garda, luogo della disgrazia

Tutto in un attimo: una caduta spaventosa, nello strapiombo, per un impatto mortale. Stava percorrendo in mountain bike lo spettacolare sentiero marcato «422 A», quello di Punta Larici poco sopra la frazione di Pregasina a Riva del Garda, quando è precipitato per decine di metri nel dirupo. È successo ieri poco dopo le 13. COSÌ HA PERSO LA VITA Paolo Lancini, biker 50 enne di Gardone Valtrompia. In mattinata era giunto a Limone in auto con un amico per una escursione in bicicletta che, attraversando il confine tra Brescia e Trento, avrebbe dovuto condurlo per spettacolari sentieri nell’entroterra verso Riva del Garda, prima di fare ritorno ancora a Limone. Questo era il programma. Ma improvvisamente la bici di Lancini deve aver sbandato forse di pochi centimetri, sufficienti per cadere in uno strapiombo, mentre percorreva con il compagno di escursione un sentiero dalla vista mozzafiato posto a circa 800 metri d’altezza. Le cause della disgrazia sono in corso di accertamento. Dopo l’allarme lanciato dall’amico, sul posto sono giunti gli uomini del soccorso alpino di Riva del Garda, elitrasportati dai Vigili del Fuoco di Trento. Purtroppo nulla da fare: Paolo Lancini era deceduto sul colpo. AI SOCCORRITORI non è rimasto altro che recuperare la salma e trasportarla a valle, al campo sportivo di Riva del Garda. Anche il compagno di escursione, visibilmente provato e sotto shock è stato accompagnato a Limone nel punto dove i due amici avevano lasciato la vettura. Quello che porta a Pregasina da malga Palaer è un sentiero molto impegnativo da percorrere in mountain bike e davvero spettacolare per la «cornice» del paesaggio. Tecnicamente si tratta di un «singletrail» molto tecnico nel quale abbondano i tornanti stretti, le radici degli alberi, canaloni e vari gradoni assortiti. In alcuni punti sono presenti dei cordini di protezione e in altri, invece, è d’obbligo smontare dalla bici per affrontare in sicurezza i tratti esposti più difficili: panorami leggendari. •

Luciano Scarpetta

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