Palazzo Todeschini, l’alternativa non passa

Palazzo Todeschini al porto Vecchio: ancora in cerca di destinazione
Palazzo Todeschini al porto Vecchio: ancora in cerca di destinazione

Nuovo capitolo della querelle di Palazzo Todeschini a Desenzano, il monumentale edificio del 500 affacciato sul porto Vecchio, proprietà del Comune, in cerca di una nuova destinazione. Dopo il bando andato a vuoto (con una sola offerta, della cooperativa La Cascina, ma giudicata non idonea) e lo smarcamento del Conzorzio del Lugana, che alla fine non ha avanzato offerte per l’affidamento del palazzo, il Movimento 5 Stelle propone un cambio di rotta all’amministrazione comunale, suggerendo che lo storico edificio possa diventare la casa delle associazioni. «A DESENZANO abbiamo oltre 200 associazioni – si legge in una nota – che faticano a trovare gli spazi necessari a svolgere le proprie attività. Perché allora, una volta superata la pandemia, non mettere a disposizione gli spazi di Palazzo Todeschini, offrendoli su prenotazione a titolo gratuito oppure con formule di abbonamento a prezzo simbolico? Questo renderebbe vivo lo spazio durante tutto l’anno, soprattutto nel periodo invernale quando il centro storico è meno frequentato - ricordano i pentastellati - a tutto vantaggio delle attività e dei negozi della piazza». Il sindaco ringrazia per il suggerimento, ma non lo accoglie: «Non mi pare sia il luogo ideale - dice Guido Malinverno - proprio perché le associazioni sono tante, e hanno bisogno di spazi più ampi e più comodi, anche da raggiungere». Il Comune rimane fedele alla linea del progetto originario: affidare il Palazzo a una realtà che possa promuovere il territorio, tenendo per sé in caso di necessità alcuni spazi importanti come la Sala Pelèr. Intanto si metterà a posto l’immobile, con 50 mila euro di manutenzioni, poi più avanti si vedrà. È dalla scorsa estate che si parla di un affidamento: è stata predisposta una manifestazione d’interesse, a cui hanno partecipato il Consorzio del Lugana e la coop La Cascina. Al bando successivo però, che si è chiuso alla fine dell’anno, si è presentata solo la cooperativa, poi esclusa dalla commissione per «mancata coerenza» con le finalità di promozione turistica del bando stesso. Ma perché il Consorzio del Lugana, che inizialmente si riteneva interessato, ha mollato la presa? «Abbiamo ritenuto che in quel momento non ci fossero le condizioni per partecipare», è la laconica risposta del Consorzio. Ad oggi il Palazzo è vuoto, salvo la parte al piano terra attiva come Infopoint in collaborazione con il Consorzio albergatori. •

A.GAT.