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26.05.2019

Poliambulatori, il futuro ora è un’incognita

I poliambulatori ricavati all’interno dell’ex ospedale: il rischio chiusura si fa sempre più concreto
I poliambulatori ricavati all’interno dell’ex ospedale: il rischio chiusura si fa sempre più concreto

La notizia non è ufficiale (e in molti si augurano che non lo diventi), ma da qualche mese a Gargnano si sono fatte sempre più insistenti le voci sulla possibile chiusura dei poliambulatori dell’ex ospedale, a fianco della Gardesana, all’ingresso del paese. Inizialmente, come d’obbligo di questi tempi, lo spauracchio ha fatto timidamente capolino sulle bacheche di Facebook. Poi, nelle ultime settimane, la vicenda ha assunto i connotati di una vera e propria possibilità «certificata», finendo nella lista delle «cose da fare» di un paio di liste civiche. «Ci impegneremo al mantenimento della funzionalità dei poliambulatori dell’ex ospedale», si legge nel lungo elenco di proponimenti per i prossimi cinque anni. D’altronde, sarebbe un duro colpo per un territorio come quello da Gargnano a Riva, da decenni ormai deficitario sotto il profilo dell’offerta sanitaria. Se poi ci aggiungiamo la logistica, con i 26 chilometri di distanza dall’ospedale di Gavardo, i 36 da quello di Desenzano e di Arco e i 50 da quelli di Brescia, si può facilmente intuire come la questione preoccupi. «UN MESE FA - raccontava nei giorni scorsi il sindaco Giovanni Albini - in compagnia dell’assessore ai servizi sociali Fernanda Bertella e del rappresentante della Comunità Montana Matteo Bussei, abbiamo incontrato proprio su questo tema a Desenzano il direttore di Asst Garda Carmelo Scarcella: per ora, ci ha rassicurati, i poliambulatori non si vogliono chiudere e rimangono. Stanno facendo le necessarie verifiche, e in ogni caso, se mai dovesse accadere, ci è stato garantito che il servizio di guardia turistica e guardia medica e il presidio dei Volontari del Garda per le emergenze urgenze non sono in discussione». Per ora. Ma in futuro? «Sostengono che non ci sono utenti - prosegue il sindaco Albini - Certo è che se a livello di prenotazioni vengono soltanto segnalate quelle su Gavardo e Desenzano, è evidente che non ci sono. Non oso nemmeno ipotizzare le ripercussioni per la nostra gente. Sarebbero disagi notevolissimi non solo per noi, ma soprattutto chi vive nell’entroterra, sul Montegargnano, in Valvestino e a Tignale e a Tremosine, costretto a sobbarcarsi decine di chilometri per una visita». PER SAPERE come stanno le cose e trovare buoni motivi per preoccuparsi, basta del resto consultare la bacheca dei poliambulatori. Una rapida lettura e ci si rende subito conto che probabilmente siamo ai titoli di coda. Ambulatori aperti: prelievi e dermatologia 2 ore ogni 15 giorni; fisioterapia e chirurgo 1 volta al mese; otorino e fisiatra, in passato presenti tutte le settimane, 1 volta al mese. Ambulatori già chiusi: ginecologia, cardiologia, oculistica e ultimamente anche diabetologia. «Qui da noi pensano solo a fare soldi e investimenti con i turisti - è il lapidario commento di un residente in piazza - sarebbe ora pensassero anche a chi vive il lago dodici mesi all’anno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Scarpetta
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