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23.01.2020

Presepe meccanico, gran finale da record

Vittorio Turina, tra gli animatori, accanto al grandioso  presepe
Vittorio Turina, tra gli animatori, accanto al grandioso presepe

Il record di presenze è già stato abbondantemente superato, anche se i conti si faranno soltanto alla fine: nel frattempo i volontari fanno sapere di aver offerto, in poco più di un mese, più di 800 litri di vino e di tè caldo. Bastano i numeri per celebrare la folla che in queste settimane ha raggiunto (e apprezzato) il presepe meccanico di Manerba, il più grande della provincia, che questo weekend chiuderà i battenti annunciando l’immancabile arrivederci al prossimo anno. L’allestimento degli Amici di San Bernardo, come sempre nella chiesetta di Solarolo, sarà aperto al pubblico anche oggi pomeriggio, dalle 14 alle 18, e poi sabato con gli stessi orari e infine domenica tutto il giorno, anche la mattina (dalle 9.30 alle 12 e dalle 14 alle 18). UNA MERAVIGLIA di tecnica e passione: il presepe si sviluppa per oltre 320 metri quadrati, con 732 statuine in movimento (con meccanismi artigianali), 28 schede elettroniche, 147 motori elettrici, più di 10 chilometri di cavi, quasi 4 mila litri d’acqua per i laghi, le cascate e altro ancora, 16 metri cubi di legname, 320 metri quadrati di tessuti, 350 chili di pietre e quasi due quintali di gesso. PER VEDERLO sono arrivati da tutto il Nord Italia, e oltre: compresi pullman e comitive: l’edizione 2019-2020 ha già superato i 30 mila visitatori, e altri ne arriveranno: la giornata da record si è registrata il 29 dicembre scorso, con più di 2.400 presenze in un solo giorno. Tra le novità della 23esima edizione si segnalano il nuovo scenario dedicato a Giuseppe e Maria, che bussano alle porte di cinque osterie senza successo, e poi raggiungono la grotta (spostandosi per oltre un metro e mezzo su binari fatti con le catene di bicicletta) dove poi viene rappresentata la natività, ma anche un percorso completamente rinnovato, che attraversa millenni di storia dall’antica Giudea fino alla Valtenesi di qualche decennio fa. Si sentono le voci dei personaggi, si vedono mugnai e contadini al lavoro, antichi romani sulle bighe, gli esquimesi e gli igloo, una giostra medievale, il circo e le mongolfiere. Ultimi giorni, dunque: da non perdere. •

Alessandro Gatta
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