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27.11.2020

Ripopolamento «flop» Per il rarissimo carpione altri tre anni di divieto

Il carpione del Garda, pesce autoctono pregiato e ormai rarissimo
Il carpione del Garda, pesce autoctono pregiato e ormai rarissimo

Altri tre anni di divieto totale alle pesca del carpione, il rarissimo salmonide autoctono del lago di Garda, considerato tra le 10 specie animali a più immediato rischio di estinzione in Italia: non a caso è inserito dal 2006 nella lista rossa del Wwf e dell’Unione internazionale della Conservazione della natura. Il divieto, onde evitare le sperequazioni del passato che vanificavano ogni misura di tutela, viene esteso a tutte le tre sponde amministrative del lago. LA MISURA è stata ufficializzata infatti proprio ieri da Regione Lombardia e segue di qualche giorno la stessa decisione adottata dai «dirimpettai: della Regione Veneto e dalla Provincia autonoma di Trento per lo stop alla pesca sino al 2023. Le misure adottate a protezione della specie sono dichiaratamente «finalizzate a conservare le originarie zone di frega - è scritto - con l’inibizione di posa delle reti da fondo». Il divieto di pesca in vigore dal 2011 è volto difendere gli ultimi esemplari, per mantenere in vita le speranze di ripopolamento, considerato che la riproduzione «in provetta» si è rivelata difficile, con risultati concreti ma modesti nei numeri. PER LA RIPRODUZIONE «assistita» del carpione del Garda, con prelievo dei riproduttori e maturazione delle uova fecondate in ambiente controllato, sono in campo da anni diverse iniziative sia da parte delle istituzioni pubbliche sia di realtà private come la Fondazione Mach. Ma i risultati, è evidente, non sono ancora stati tali da poter pensare nell’immediato, ovvero nell’arco del prossimo triennio, a un ritorno alla pesca. sia professionale sia sportiva. Tre anni ancora, poi si vedrà se la situazione, ma è difficile, sarà migliorata. Già nel 1464 il Carpione era protetto da un decreto della Repubblica di Venezia, che lo nobilitava a piatto d’onore nei banchetti pubblici. Ma se allora si tutelava l’abbondanza di una risorsa alimentare, oggi si tutela l’esistenza stessa di questi pesci. Dai circa 1300 quintali di media pescati negli anni ’80 si è passati nel decennio successivo a 22 quintali del 2001, fino ai soli 3,5 del 2003. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L.SCA.
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