CHIUDI
CHIUDI

07.04.2019

«Cittadinanza al duce, revochiamola uniti»

Due busti di Mussolini, esposti proprio al museo civico di  Salò in occasione della mostra del 2016
Due busti di Mussolini, esposti proprio al museo civico di Salò in occasione della mostra del 2016

«Serve una decisione unanime e senza tentennamenti», questo il messaggio. Sulla revoca della cittadinanza onoraria assegnata da Salò a Benito Mussolini nel 1924, chiesta dal capogruppo di minoranza Stefano Zane, area Pd, di cui si parlerà nel Consiglio comunale di domani, c’è da registrare l’intervento degli ex sindaci Riccardo Marchioro, Giuseppe Mongiello, Giovanni Cigognetti e Barbara Botti. I QUATTRO ex sindaci di Salò, in una lettera, affermano di essere venuti a conoscenza solo nei giorni scorsi della notizia della cittadinanza onoraria, e affermano che «l’assegnazione porta la firma di un solo funzionario statale, chiamato dalla Regia Prefettura a gestire il comune di Salò senza avvalersi di organi partecipativi quali sono le istituzioni elettive. Un decreto governativo del 1923, infatti, aveva abolito per l’intera penisola il funzionamento dei consigli comunali. Quindi - sottolineano gli ex sindaci - non ci fu nessuna votazione di assemblee rappresentative né condivisione palese della cittadinanza». E ancora: «Il nome del duce è legato anche alla Repubblica sociale italiana (Rsi), con l’effetto di aver segnato la nostra città con un marchio tragico e indelebile. La stessa opinione pubblica spesso non distingue tra storia cittadina ed eventi di quei 600 giorni sui quali peraltro un giudizio inequivocabile il popolo italiano ha espresso nel momento in cui fu votata la Costituzione dell’Italia repubblicana. Va ricordato anche che, nei decenni successivi, Salò ha saputo esprimere la propria riconoscenza nei confronti di autentici testimoni di una libertà pagata con il sacrificio della vita, intestando le due scuole elementari a Teresio Olivelli ed ai fratelli Cervi». LA CONCLUSIONE: «Oggi ci troviamo di fronte a una nuova scelta da compiere - sottolineano gli ex sindaci -: confermare di fatto una onorificenza a chi ha legato Salò al nazifascismo, o revocarla nello spirito della Costituzione, sottolineando il proprio rifiuto di una ideologia che ha calpestato i diritti umani. Confidiamo che il Consiglio comunale sappia assumere una decisione unanime e condivisa, senza tentennamenti, che renda omaggio alla democrazia e alle sue istituzioni». •

Sergio Zanca
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1