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03.07.2019

Ospedale di
Salò, maxi-offerta
sul piatto

L’ex ospedale di Salò: per il recupero della struttura c’è un «piano»
L’ex ospedale di Salò: per il recupero della struttura c’è un «piano»

Il direttore generale dell’Azienda sanitaria del Garda, Carmelo Scarcella, subentrato a Peter Assembergs, sta portando avanti l’operazione riguardante l’ospedale di Salò, sotto utilizzato da anni. L’obiettivo è di vendere (e riconvertire) l’immobile. L’Asst, che conserverà la proprietà dei muri, ha raccolto la manifestazioni di interesse da parte della srl Alba, chiamata a stilare il progetto di fattibilità, e a integrare il piano economico-finanziario. In tempi abbastanza rapidi dovrebbe essere diffuso il bando per la gara di appalto, alla quale potranno partecipare imprese in grado di spendere almeno una trentina di milioni di euro. Ricordiamo che occorre l’ok edilizio della Soprintendenza. CHI SI AGGIUDICHERÀ l’appalto dovrà sistemare un terzo della volumetria esistente, circa 10 mila su 30 mila metri cubi, destinandolo a servizi pubblici accreditati col sistema sanitario nazionale. In linea di massima si punta sugli ambulatori (più qualificati degli attuali) per i prelievi del sangue, la neuropsichiatria infantile, l’oculistica, la chirurgia, la ginecologia, la diabetologia, la neurologia, l’otorino, l’odontoiatria, la radiologia e medicina generale. Dall’altro lato la società vincitrice della gara riceverà in concessione per un certo numero di anni, presumibilmente 50, la parte rimanente, con la possibilità di realizzare una struttura protetta per anziani (70-80 unità abitative), con palestrina, piscina terapeutica, medico di guardia. Si guarda a persone con disponibilità finanziarie. Qualche posto, a tariffe contenute, potrebbe essere riservato a chi non ha molti mezzi. PUR ESSENDO uno dei più antichi esistenti (fu costruito addirittura nel 1394), il nosocomio è stato gradualmente svuotato di tutti i reparti, a vantaggio di Gavardo: da Medicina a Chirurgia, da Ortopedia a Ginecologia-Ostetricia, dal Pronto soccorso a Otorino. Da anni conserva soltanto gli ambulatori, il centro prelievi, la radiologia, la comunità protetta, l’Avis. Nel 2009 si sono effettuati i lavori di restauro conservativo per riparare i danni provocati dal terremoto, spendendo un milione e mezzo di euro. Se portata a compimento, l’operazione in atto consentirebbe di recuperare (e trasformare) una struttura fatiscente, realizzando un presidio socio sanitario per l’intero territorio dell’Alto Garda e della Valtenesi, oltre a una struttura privata assistenziale non accreditata. Esclusa la creazione di un residence o di un albergo. •

Sergio Zanca
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