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18.04.2019

Si «sblocca» Barbarano La vecchia scuola risorge e diventa centro sociale

L’ex scuola di Barbarano, oggi fatiscente, doventerà centro sociale
L’ex scuola di Barbarano, oggi fatiscente, doventerà centro sociale

rCi sarà un centro sociale per i residenti di Barbarano, e questo è un risultato importante, ma non l’unico. Dopo una lunghissima trattativa è stato raggiunto un doppio accordo tra il Comune di Salò e la Fondazione Bravi su vicende in sospeso da molti anni. IL PRIMO accordo si riferisce all’ex scuola elementare della frazione Barbarano, da molto tempo accorpate nel capoluogo, lasciando l’edificio in condizioni precarie e in stato di abbandono. Ogni tanto veniva usato per accogliere servizi provvisori in attesa di sistemazioni definitive, come il Gal e la medicina di base. Adesso passerà alla Fondazione Bravi, che lo trasformerà in un centro sociale utilizzabile dagli anziani. «L’IMMOBILE è in una situazione di grave degrado - ha spiegato il sindaco Giampiero Cipani -. Al primo piano sarà realizzata la “casa della frazione“, un punto di incontro e di servizio per mantenere l’integrazione tra i residenti, che si è un po’ persa». I posteggi a fianco della Gardesana avranno questa destinazione: uno verrà messo a disposizione del bar vicino, l’altro sarà lasciato a uso pubblico. La seconda operazione approvata riguarda l’intera area su cui sono sorti la palestra, gestita dall’associazione sportiva Robur, il grande parcheggio e il pozzo per il prelievo dell’acqua (da potabilizzare, e immettere nella rete idrica, in caso di necessità). Il municipio ha accettato di pagare 150 mila euro, suddivisi in rate di 10 anni, per diventare proprietario del terreno, mai acquisito, e sempre rimasto di proprietà della Fondazione. L’importo, stabilito da una perizia, dovrà ottenere il parere di congruità dell’Agenzia del Demanio di Milano. «I due accordi - ha commentato Cipani - sono molto utili, perché tolgono di mezzo una serie di problemi». Creata dal cremonese Eugenio Bravi, per anni direttore dell’azienda di fiammiferi Saffa, trasferitosi sul lago con la moglie Teresita Mascarello, la Fondazione è proprietaria di numerosi appartamenti e terreni nella zona del medio-alto lago. Detiene inoltre il 78% delle azioni della Saipo, Società anonima immobiliare Porta Orientale (il restante 22% è in mano agli eredi Mascarello), ha alcune case a Barbarano e il Rimbalzello (spiaggia, tennis, fabbricati, parco). Nel 2016 ha venduto per 8 milioni di euro Villa Portesina, nel territorio di San Felice del Benaco. La Fondazione destina i proventi degli affitti alla gestione della casa-albergo di San Michele, in collina, che dispone di 64 posti letto riservati agli anziani. Le rette sono differenziate, in base alla tipologia delle camere (singole, doppie) e alla durata del soggiorno. Una decina i dipendenti. È retta da un consiglio di amministrazione nominato dalle Amministrazioni provinciali di Brescia, Cremona e Milano. Presidente è Gian Luca Baiocchi, originario di Breno, chirurgo e professore universitario.

SE.ZA.
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