Sorpreso a tagliare la legna nell’«oasi» protetta

La legna tagliata e accatastata dal tagliaboschi abusivo di Lonato
La legna tagliata e accatastata dal tagliaboschi abusivo di Lonato

Raccoglieva legna nel cuore di un’«oasi» protetta di Lonato saccheggiando i resti di alberi di pregio. Il «pirata» dei boschi è stato sorpreso l’altro giorno dalla Polizia locale. Si tratta 45enne originario di Pompei, ma attualmente domiciliato a Bedizzole. La segnalazione agli agenti è partita da un componente della rete del Controllo del vicinato. Il 45enne attrezzato con motoseghe, tiranti, asce e carrellino per il trasporto della legna si era inoltrato nel parco del Mincio proprio nell'enclave che si protende nel territorio di Lonato e Castiglione facendo da cuscinetto con l'area tutelata delle Colline Moreniche. Il volontario del Controllo del vicinato ha udito un rumore nella macchia di vegetazione: quando si è avvicinato alla fonte del frastuono si è trovato davanti agli occhi una scena incredibile. Il 45enne con un’ascia stava dissezionando delle fronde di un albero novello. Accanto all’intruso era già accatastata una piramide di legname pronta per essere caricata con l’ausilio di una slitta a rotelle su un mezzo di trasporto. Dopo la telefonata sul posto è intervenuta una pattuglia della Polizia locale che ha comunque appurato come 45enne non avesse ancora abbattuto nessuna pianta, bensì ha tagliato la legna da tronchi e rami caduti. Gli agenti hanno raccolto le generalità del tagliaboschi abusivo costretto ad abbandonare la scorta di legna sul posto. Il verbale verrà trasmesso alla direzione del parco e successivamente scatterà la sanzione sulla scorta del regolamento della Riserva e delle norme nazionali. Il prelievo di legna nelle zone sottoposte a vincoli è comunque vietato. Sempre nella stessa oasi protetta, tra l’altro, le Guardie ecologiche volontarie avevano scoperto, per poi denunciare l’accaduto ai carabinieri forestali, una radura di 75 metri quadri in cui era stato raso al suolo il bosco per lasciare spazio a una sorta di soppalco coperto da un telone assicurato ai tronchi mutilati. Un bivacco permanente utilizzato da un gruppo di abusivi. Nell'area erano stati scoperti i segni di falò appiccati con il legname tagliato. Sul posto erano state abbandonate pale, carretti, un vecchio tavolo con sedie impagliate. Ecco, tutto il mobilio si trova ancora nel cuore dell’area protetta nonostante le molteplici segnalazioni da parte delle Guardie ecologiche volontarie. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

V.MOR.