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27.01.2020

Wwf e pescatori per
il torrente. Sotto il
ponte scorre il futuro

Il torrente Toscolano fa i conti con un deflusso che è spesso troppo minimo e per niente vitale
Il torrente Toscolano fa i conti con un deflusso che è spesso troppo minimo e per niente vitale

«Difendi il tuo futuro»: c’era uno slogan efficace, forse più comprensibile anche a chi si disinteressa delle questioni ambientali, sullo striscione aperto sabato dagli attivisti del gruppo Wwf di Brescia Bergamo sotto il ponte di Toscolano. Qui gli ambientalisti erano in compagnia dell’Unione pescatori bresciani, al lavoro da tempo su questo torrente da cui dipende anche la sopravvivenza della trota lacustre, che ogni anno, da ottobre a metà febbraio, risale dalla foce il corso d’acqua per riprodursi. In questo caso la «Protesta dei pesci di fiume» ha puntato l’indice sul tema del deflusso minimo vitale che la diga di Valvestino dovrebbe garantire, e che invece resta a volte un principio inapplicato. A TOSCOLANO non c’è il problema della proliferazione delle centraline idroelettriche contro la quale è stata organizzata la manifestazione nazionale; ma si fanno i conti con uno storico, grande sbarramento che da anni minaccia l’intero ecosistema fluviale. Due dati per capire meglio l’importanza del torrente Toscolano: «Solo in questa stagione riproduttiva abbiamo rilevato nove siti di deposizione - ricorda Paolo Marai, attivista del progetto L.A.C.ust.R.E. (acronimo di Lavori in alveo per custodire la rete ecologica) realizzato tra il 2016 e il 2018 da Comune di Toscolano Maderno, Comunità montana Parco alto Garda Bresciano e Provincia di Brescia coun un finanziamento di 250 mila euro della Fondazione Cariplo e il supporto dell’associazione La Fario -. Ogni femmina di trota lacustre era di taglia media, dai 2,5 ai 5 chili, e dato che un esemplare depone da 1500 a 2500 uova ogni chilo di peso corporeo, possiamo affermare che nel greto del torrente sono state deposte 45 mila uova. In tre anni i nuovi nati possono raggiungere anche 2 chili di peso, e i conti sono fatti sapendo che questo pesce viene venduto a 25 euro al chilo». Ogni anno alla foce del torrente si contano mediamente un centinaio di femmine, ma quando la portata del torrente è scarsa non possono effettuare la risalita. Per questo è necessario «inserire» nella campagna l’impianto della Valvestino. Naturalmente non esiste solo il caso Toscolano, e il moltiplicarsi delle captazioni idroelettriche colpisce anche altre specie ittiche come tinche e luccio. Lo afferma il Wwf Italia, ricordando che il rischio di estinzione riguarda «una ventina di specie di fiumi e laghi italiani non sono tutelate dal disegno di legge in discussione al Senato. Eppure si tratta di un patrimonio che non si trova in nessuna altra parte nel mondo, come le trote marmorate, il carpione del Garda o la carpa del Fibreno». SE N’È parlato in un’audizione in commissione Agricoltura sul provvedimento che contiene le nuove norme per la protezione della fauna ittica nelle acque interne e regolamenta anche la pesca. «Questo provvedimento - afferma Andrea Agapito Ludovici del Wwf Italia - non tiene assolutamente contro delle due direttive europee in materia di conservazione della natura, Acque e Habitat; una delle quali elenca una lista di specie ittiche da tutelare vietando l’introduzione di specie alloctone, cosa che invece ora viene fatta dalle Regioni, che stanno distruggendo le specie autoctone». Basti pensare ai danni causati da pesci predatori come il siluro, il lucioperca e i gamberi d’importazione. •

Luciano Scarpetta
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