Turismo, la paura di un’altra stagione nera

Covid: gli albergatori temono numeri come quelli dello scorso annoIl presidente Marco Polettini
Covid: gli albergatori temono numeri come quelli dello scorso annoIl presidente Marco Polettini

Il turismo del Garda bresciano rischia un’altra botta da mezzo miliardo di euro: a tanto ammontano le perdite (stimate) per l’anno 2020, quando le presenze di fatto si sono dimezzate per la pandemia (da 8 a 4 milioni), circostanza che potrebbe ripetersi, forse in peggio, anche nel 2021. Vista la situazione sanitaria, in Italia e in Europa, è difficile infatti che la stagione possa ripartire prima di maggio: anche per l’anno in corso, dunque, si prevede fino al 50% in meno di turisti rispetto al pre-Covid. DI QUESTO (e altro) si è parlato ieri mattina nella conferenza stampa a cui hanno partecipato vari rappresentanti del settore. «L’ottimismo è fuori luogo - ammette Marco Polettini, presidente di Bresciatourism e del Consorzio albergatori di Desenzano - perché ad oggi gli investimenti stanno a zero, non esiste un piano o una visione d’insieme: il rischio concreto è che ci sia una battaglia dei prezzi al ribasso. Con queste premesse, è lecito chiedersi se saremo ancora in grado di accogliere come si deve i turisti stranieri conquistati negli anni». SUL GARDA il dato storico dice che oltre l’81% delle presenze e oltre il 68% degli arrivi sono dall’estero: la Germania da sola vale il 48% del totale degli arrivi e il 54% del totale di presenze straniere. Un’altra stagione a metà, continua Polettini, potrebbe portare alla chiusura definitiva di un’azienda su tre del comparto: andrebbe ancora peggio alle agenzie di viaggio, che rischiano di essere decimate (ne parliamo nel box accanto). SOLO A DESENZANO si contano 42 alberghi, per un totale di oltre un migliaio di posti di lavoro, ma oggi sono solo due le strutture aperte: sulle tre sponde del Garda sono oltre un migliaio le strutture ricettive, ma quante riapriranno in primavera? «Non possiamo permetterci un’altra crisi- commenta Eliseo Capretti, componente del Consiglio nazionale di Fiavet, la Federazione delle imprese di viaggi e turismo - sapendo che il turismo e il suo indotto valgono il 50% del Pil del Basso Garda, da Peschiera a Salò, e fino al 70% nell’Alto Garda e in Veneto. Per questo abbiamo bisogno del sostegno delle istituzioni». Nel libro dei sogni ci sono le terme a Desenzano ma pure una «Transgardesana» su rotaia. Più concreta Giovanna Prandini della Strada dei vini: «Prima di tutto dobbiamo risolvere i nostri problemi: la mancanza di una rete tra settori (produttori, musei, ristoranti, strutture ricettive, Comuni), la poca flessibilità degli orari dell’accoglienza, i problemi di comunicazione a partire dalla conoscenza delle lingue: su questo si deve lavorare». •

Alessandro Gatta