«Turismo, un Ferragosto oltre ogni record»

di Luciano Scarpetta
Un pienone quanto e più che ai tempi d’oro: per il Garda è una stagione di potente ripresa del settore turistico
Un pienone quanto e più che ai tempi d’oro: per il Garda è una stagione di potente ripresa del settore turistico
Un pienone quanto e più che ai tempi d’oro: per il Garda è una stagione di potente ripresa del settore turistico
Un pienone quanto e più che ai tempi d’oro: per il Garda è una stagione di potente ripresa del settore turistico

Si prospetta il pienone per il periodo di Ferragosto in tutte le località turistiche della riviera: «Possiamo ipotizzare il tutto esaurito sull’intero Garda bresciano da Sirmione a Limone», afferma l’ex direttore del Consorzio turistico Garda Lombardia, Marco Girardi. Il dato più significativo è quello delle prenotazioni per il periodo clou dell’estate: «Rispetto al 2019, ultima stagione normale prima della pandemia siamo nell’ordine del 10% in più, una cifra enorme considerato l’anno di riferimento». Le sue sono previsioni positive non solo per i flussi della settimana di Ferragosto, ma anche per i soggiorni più lunghi, prenotazioni alla mano, «In qualche caso fino al weekend di Ognissanti». Non se la passano affatto male nemmeno i dirimpettai veronesi: «Luglio si è chiuso bene e possiamo dire che siamo sugli stessi numeri del 2019 – afferma Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda-Veneto -. Se questo è il trend, diventa facile ipotizzare che supereremo le presenze del 2019 che furono il record in assoluto». Alla resa dei conti la recente «pubblicità regresso» di qualche media tedesco al traino dell’emergenza idrica gardesana, non ha scalfito le certezze dei connazionali per la vacanza lacustre. «In questo periodo la Baviera è in ferie – continua la disamina di Marco Girardi – e soprattutto in alto Garda è marcata la presenza di tedeschi provenienti da quell’area. In una stagione per ora eccezionale anche sotto il profilo qualitativo, nel segmento lusso c’è da registrare anche l’arrivo, degli americani. Azzerato totalmente l’esiguo comparto russo, tra i dati più rilevanti del 2022 c’è la diversificazione delle nazionalità». Nel dettaglio: «Soprattutto turisti provenienti in auto o in moto, come ad esempio francesi e spagnoli e tanti, tanti italiani. Del resto chi era abituato a volare sconta il conflitto bellico in corso nel cuore dell’Europa e non per ultimo i disservizi al traino degli scioperi aeroportuali. Molto bene anche il turismo polacco e della Repubblica Ceca, anche loro provenienti al 100% con mezzi propri». Gli inglesi? In aumento rispetto alle ultime due stagioni, ma ancora in deciso calo rispetto agli anni pre pandemici». Al netto delle recenti, giovanili, tendenze outdoor, da queste parti non è cambiata poi di molto la vacanza sulle rive del lago: «La gente arriva per rilassarsi, cerca la tranquillità per qualche giorno, provando a lasciarsi i “casini” alle spalle - chiosa Girardi – e il lago a poche ore da casa, soprattutto per i tedeschi, è l’ideale». •.