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12.02.2020

Turisti e residenti in balia di una litoranea ormai al limite del collasso

Durante lo studio di fattibilità del nuovo tunnel che avrebbe inizialmente dovuto sostituire le prime tre storiche gallerie sulla Gardesana a nord dell’abitato di Gargnano, ormai totalmente inadeguate a sopportare il transito dei veicoli del terzo millennio, al tavolo di concertazione erano state prese in esame ben cinque soluzioni progettuali. Al netto delle scelte, quest’opera è davvero la classica luce in fondo al tunnel per la viabilità del Meandro, il tratto così chiamato da d’Annunzio tra Gargnano a Riva del Garda, l’unico asse di collegamento con la provincia di Trento che costeggia in un percorso obbligato e senza alternative la sponda occidentale del lago. L’aumento costante del traffico ha portato ad una situazione al limite ormai del collasso: l’obiettivo primario infatti, è risolvere una situazione diventata inaccettabile per le ripercussioni che sta avendo sulla qualità di vita dei residenti e sul turismo sia in termini di reputazione, che di danneggiamento all’attività economica degli operatori. DAL 2013 si sta cercando di limitare i danni con i semafori «intelligenti» posti alle estremità dei tunnel regolando il passaggio alternato nelle gallerie di veicoli imponenti come autobus, camper o camion. Sistemato questo tratto però, andranno in ogni caso affrontate altre criticità tra Toscolano e Gardone.

L.SCA.
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