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27.05.2020 Tags: Lonato del Garda

Tutto il lockdown in
macchina aspettando
una casa popolare

La vecchia Mercedes, unico «rifugio» di Nino nei 2 mesi di lockdown
La vecchia Mercedes, unico «rifugio» di Nino nei 2 mesi di lockdown

In mano ha la domanda per la casa popolare, sul volto porta la mascherina: Giacomo Vincenzi di Lonato, grazie alla segnalazione degli amici del Bar Sport e all’impegno del sindaco Roberto Tardani, ha trovato un alloggio temporaneo alla Comunità Villaregia dei Padri Salvatoriani. Ma è ancora senza una vera abitazione, perchè le assegnazioni di case popolari sono bloccate ormai da anni a livello regionale e centinaia di persone nel basso Garda, non solo lui, sono in attesa di un tetto che non c’è, e non arriva. HA TRASCORSO quasi due mesi di lockdown nella sua auto, una vecchia Mercedes gialla parcheggiata a due passi dal bar: «Avevo fatto domanda, pagato i bolli e tutto quanto . racconta Giacomo, 67 anni, da tutti conosciuto come Nino - e il Comune mi ha detto che era tutto a posto. Finché un giorno l’assistente sociale mi ha chiamato per dirmi che era bloccato tutto, che c’era da aspettare e da rifare un’altra domanda». Nino si riferisce all’annullamento del nuovo bando per l’edilizia popolare che interessava anche l’Ambito 11 Garda (più di 20 Comuni da Tignale a Sirmione) e dunque anche Lonato: annullato dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi alcuni requisiti della Regione (tra cui residenza o lavoro in Lombardia da almeno 5 anni). TUTTO DA RIFARE, bando e domande: solo sul Garda ne era stato presentato un centinaio, tra cui quella di Nino, in aggiunta alle 200 famiglie già in lista d’attesa solo a Desenzano e Lonato. «Una volta avevo una casa tutta mia a Lonato - racconta Nino - ma poi è finita all’asta, avevo problemi con mia moglie. Poi mi sono sposato ancora, sono andato a vivere a Polpenazze, ma mi è andata male. Per due mesi sono stato ospite della signora Grazia a Guidizzolo, ma sono tornato a Lonato perché speravo di ottenere una casa popolare. Invece tutto si è fermato. Ho vissuto due mesi in macchina, mi lavavo al Famila, anche i vigili sono stati gentili conoscendo la situazione». Un passato da artigiano, lattoniere per cantieri importanti come Ikea a Brescia, Le Vele a Desenzano, anche a Barcellona: nell’estate di 20 anni fa un brutto infortunio l’ha costretto a fermarsi per mesi, con invalidità al 60%, poi dopo qualche anno è arrivata anche la crisi, qualche lavoretto e adesso la pensione (700 euro al mese). «Le case dei privati sono troppo care per me - spiega Nino -: anche a Lonato a meno di 450 euro al mese non si trova niente. Ringrazio il sindaco e i Salvatoriani, ma non voglio rimanere qua per sempre, pago 100 euro al mese ma condivido l’appartamento con uno sconosciuto: vorrei una casetta dove stare solo, e magari rivedere ogni tanto i miei figli». •

Alessandro Gatta
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