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18.04.2019

Uova sode indistruttibili I campioni dello «S-ciapì» sono pronti alla battaglia

La sfida in piazza Cozzaglio a suon di battute e controbattute
La sfida in piazza Cozzaglio a suon di battute e controbattute

Puntuale come le code domenicali sulla Gardesana, si rinnova nel pomeriggio di Pasqua alla Pieve di Tremosine il palio dello «S-ciapì». Per quei pochi che ancora non lo conoscono, parliamo di un gioco antichissimo che consiste nel tenere in mano un uovo sodo mentre l’avversario lo colpisce con un altro uovo. Vince chi riesce a mantenere integro il proprio e a rompere quello dell’altro: lo sconfitto deve poi consegnare l’uovo al vincitore. LO SCORSO ANNO dettò legge Angiolino Rossi, 46enne della Pieve gestore del ristorante Miralago: il giorno di Pasqua Angiolino chiuse il cerchio scrivendo il suo nome nell’albo d’oro dopo che nel 2016 a trionfare era stato papà Franco, recentemente scomparso. Domenica Angiolino riporterà in piazza l’ambitissimo trofeo, una coloratissima coppa a forma di uovo che ogni anno viene affidata al vincitore per 12 mesi. Il crescente numero di partecipanti (tanti anche nella passata edizione sono rimasti esclusi dalla gara) ha fatto spinto gli organizzatori a raddoppiare il numero delle uova a disposizione per ogni concorrente: non più cinque ma dieci, con una «battuta» in più da spendere. Lo scorso anno parteciparono anche alcuni turisti tedeschi giunti appositamente dalla Baviera con uova rigorosamente sfornate da teutoniche galline. ORGANIZZATO dalla Pro Loco, il torneo prenderà il via alle 14 in piazza Cozzaglio per l’occasione trasformata in un allegro palcoscenico (iscrizioni aperte alle 9), ma sarà anticipato al mattino dal divertente prologo dedicato ai giovanissimi. Dalle 9 alle 11 è in programma la caccia alle uova sode colorate, nascoste in precedenza nei vicoli del centro della Pieve. Non meno partecipato il pre-gara della «palanca», gara di abilità con i concorrenti che devono centrare con una vecchia moneta da cento lire un uovo appoggiato a terra. Più facile a dirsi che a farsi. Lo scorso anno dopo quasi mezza giornata di tentativi ci riuscirono solo una ventina di «cecchini». Per tutti i vincitori cesti dell’Alpe del Garda, buoni spesa e succulenti prodotti enogastronomici dell’altopiano. Una pacchia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L.SC.
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