Gatto torturato,
esplodono l’indignazione
e le proteste

Ghisby mutilato e scuoiato vivo
Ghisby mutilato e scuoiato vivo
Ghisby mutilato e scuoiato vivo
Ghisby mutilato e scuoiato vivo

Complice il tam tam dei social network, l’orrore per il gatto mutilato e scuoiato vivo a Piancamuno ha superato i confini bresciani. Il Partito Animalista Europeo ha annunciato che se il responsabile sarà identificato si costituirà parte civile nel processo a suo carico. Lo Ialp-Italia si rivolgerà alla procura mentre gli animalisti, ma non solo chiedono alle istituzioni di prendere una ferma posizione di condanna nei confronti dell’episodio avvenuto alla Beata. Per questo è stato chiesto a tutti di inviare una e-mail al sindaco Giorgio Ramazzini per chiedere al Comune di mobilitarsi. Proseguono intanto le indagini dei carabinieri per scoprire chi ha seviziato Ghisby, il gatto di Giovanna Donina, l’attivista dell’Enpa che gestisce il rifugio per animali Doni. La carcassa dell’animale trovato agonizzante nelle vicinanze della casa della padrona è stata prelevata dall’Ast e ieri si è proceduto all’autopsia per stabilire le cause della morte e la natura delle ferite inflitte al felino. Ma il veterinario che ha dovuto praticare l’eutanasia per interrompere le atroci sofferenze del gatto non ha dubbi sul fatto che il gatto sia stato mutilato e scuoiato proditoriamente.

«Ho voluto risvegliare la coscienza delle persone e degli amministratori di Piancamuno - spiega Matteo Calbini, il primo a inviare l’ e-mail al Comune -. Speriamo che qualcuno aiuti i carabinieri a risalire al responsabile. Sarebbe segno che qualcuno ha ancora un cuore». Gli fa eco Arturo Cesare Rossella: «Il Comune faccia chiarezza». C.REB.