22 aprile 2019

Territori

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15.04.2019

Gli «ecomostri»
saccheggiati diventano
il cimitero dei rifiuti

Un’immagine eloquente dell’ammasso di rifiuti abbandonati a RoUna parte dei cavi elettrici rubati e svuotati del contenuto di rame Una parte del campionario di scarti stoccati nell’immobileMateriale stoccato e  coperto da teloni di cellophane Nell’immobile abbandonato anche cumuli di macerie edilizie
Un’immagine eloquente dell’ammasso di rifiuti abbandonati a RoUna parte dei cavi elettrici rubati e svuotati del contenuto di rame Una parte del campionario di scarti stoccati nell’immobileMateriale stoccato e coperto da teloni di cellophane Nell’immobile abbandonato anche cumuli di macerie edilizie

Saccheggiato dai ladri, trasformato in discarica abusiva dai soliti «furbetti». È il destino dell’eco-mostro di Montichiari, il relitto di un complesso artigianale mai venuto alla luce in località Ro, nell'area in cui la tangenziale separa la frazione da Vighizzolo. In via delle Allodole, ovvero nella strada che conduce alle cave di Montichiari, la costruzione è diventata il cimitero di ogni tipo di scarto: cumuli di scarti di edilizia coperti da teloni, vecchi materassi ammassati, prodotti in cartongesso, sanitari e legna. In alcuni vani i rifiuti sono addirittura stratificati e sopra cataste di rottami di mobili sono comparsi dei bidoni contenenti del materiale organico con impressa la scritta Sirmione. Dall’edificio è stato saccheggiato tutto il saccheggiabile: gronde e cavi di rame, piastrelle e persino infissi. Stesso sorte per un edificio abbandonato poco lontano in territorio di Vighizzolo: qui sono stati trovati chilometri e chilometri di cavi da cui è stato estratto il rame. La scoperta è stata fatta da alcuni volontari che nel fine settimana puliscono il territorio da sacchi dell'immondizia abbandonati in varie parti del territorio. Sta di fatto che l'edificio abbandonato è stato individuato dai ladri del rame, considerando che si trova in un'area poco frequentata e quindi lontana da occhi indiscreti. Una zona in cui non sono presenti neanche le telecamere della videosorveglianza. I malviventi, come se non bastasse, hanno avuto vita facile nel fare irruzione nello stabile visto che non c'è alcuna barriera per entrare. La consistente quantità di metri di involucri fa ritenere che la refurtiva non provenga dallo stesso edificio. I ladri hanno portato il materiale nell’immobile abbandonato per estrarre senza fretta l’«oro rosso». COME ACCADE in circostanze simili la banda di malviventi ha svuotato gli involucri con un apposito macchinario in grado di tagliare la copertura ed estrarre il rame. Ma lo stabile non è l'unica zona individuata come luogo di smistamento del rame rubato. Nella frazione Ro, in una delle decine di cascine ormai abbandonate della Bassa, sono stati trovati metri di involucri di cavi. Anche in questo caso il luogo, lontano da occhi indiscreti, si presta ad operazioni del genere. Proprio come successo per le auto cannibalizzate, visto che si tratta della stessa cascina. •

Valerio Morabito
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