Bonifica della Pianera: un modello planetario

Il sindaco Gianluca Cominassi
Il sindaco Gianluca Cominassi

C’è anche la voce di Brescia nella prima edizione di Future Respect, il congresso dedicato al confronto tra le migliori pratiche e i casi di successo, criticità e strade possibili per la trasformazione sostenibile dello sviluppo, che in Italia stenta a decollare. Il Comune di Castegnato ed il Lefay Resort sono inseriti tra gli oltre 70 interventi in programma da oggi a sabato allo Stadio di Domiziano di Roma, in presenza per gli addetti ai lavori, mentre il pubblico potrà seguire l’evento in diretta sui canali social Youtube, Facebook e Instagram, dal sito future-respect.it e consumerlab.it. Tutte le pratiche che verranno presentate sono esemplari per la trasformazione sostenibile, messe a vantaggio di tutti. Susanna Sieff del Lefay Resort di Gargnano oggi pomeriggio alle 17 punterà sulla «sostenibilità al centro di un progetto turistico di eccellenza», mentre il sindaco di Castegnato Gianluca Cominassi parlerà domani - dalle 16 - del progetto di messa in sicurezza e della riqualificazione paesistica dell’ex discarica Pianera del Sin Caffaro. Tra i contributi spicca quello della Coldiretti, che presenta un’innovazione per rendere sostenibile la zootecnia, Ferrero («biometano dai residui organici di produzione»), Esselunga («l'educazione alimentare per acquisti consapevoli») e De Cecco con «una visione di etica e sostenibilità che affonda le radici nel valore aziendale più profondo: l'eccellenza qualitativa del prodotto». Le proposte di solidarietà presentate da diverse Onlus e Fondazioni forniranno opportunità di impegni mirati per risultati consolidati di successo, mentre i contributi degli Enti di ricerca completeranno la portata innovativa del congresso. Secondo un’indagine Istat dello scorso anno, tra 4,4 milioni di imprese italiane, poco più di un milione è interessata ad avviare un percorso di «trasformazione sostenibile». Il 68,9% si dichiara attenta a migliorare il benessere lavorativo, il 66,6% a ridurre l’impatto ambientale, il 31,3% a sostenere o realizzare iniziative d’interesse collettivo, il 29,4% a sostenere o realizzare iniziative a beneficio del tessuto produttivo del territorio, il 64,8% ad incrementare i livelli di sicurezza all’interno dell’impresa o nel territorio in cui opera. Solo un’esigua minoranza di imprese ha metabolizzato la necessità di una radicale trasformazione e conquistato la flessibilità per aggiornarsi in maniera continua e capillare. Infatti, nemmeno duemila imprese redigono un Bilancio di Sostenibilità, avviando in concreto il percorso della trasformazione sostenibile e rendicontandone l'andamento. Un altro paradosso è che oltre il 20% delle pubblicità parla di sostenibilità. Una sproporzione tra realtà e comunicazione: troppe parole, pochi fatti.•. C.Reb.

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