Cultura, storia e sapori I nuovi volti del turismo

I relatori del convegno e i vertici della Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi.
I relatori del convegno e i vertici della Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi.

Da attrattiva per un turismo di nicchia ad incisivo strumento di rilancio economico, i percorsi dedicati al vino d’autore sono esaltati dal cambio di abitudini imposte dalla pandemia. È questo uno degli aspetti emersi nel convegno ospitato lunedì nella sala Civica dei Disciplini di Castenedolo in occasione dei 20 anni della Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi. Dopo i saluti del sindaco di Castenedolo Pierluigi Bianchini, il giornalista Massimo Tedeschi ha conversato con l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi che ha commentato positivamente l’esperienza delle Strade dei vini. «Il turismo di prossimità è cresciuto nella domanda a causa del Covid. Per questo le Strade dei Vini sono lo strumento ideale per favorire il racconto dei nostri territori», ha osservato Rolfi introducendo una serie di linee progettuali che dovranno tenere conto, nelle politiche regionali, di queste realtà aggregate. Per il giornalista Paolo Massobrio se una Strada arriva a vent’anni significa che sa aggregare risorse preziose. Il turismo enogastronomico delle terre dei Longobardi, che sono la storia e l’arte e poi il gusto che significa vini distintivi che nelle 4 espressioni del territorio che offre un agroalimentare e una cucina che in ogni paese dovrebbero avere l’orgoglio di una denominazione comunale». Il formatore Dario Mariotti ha posto l’accento sulla capacità di «coinvolgere le persone, soprattutto i giovani e incanalare energie», mentre Gabriele Archetti, professore ordinario di Storia medievale dell'Università Cattolica di Brescia, si è soffermato «sull’origine del vigneto della Pusterla che è il più grande in ambito urbano d’Europa, ma anche sul concetto di sapore che nel Medioevo evocava un concetto che aveva a che fare con la salute e lo stile di vita». I due past president della Strade del Vino e dei Sapori, Luigi Bandera e Maria Bigogno, che hanno rimarcato i passaggi di un lungo cammino. Flavio Bonardi, il presidente in carica nel suo intervento ha spiegato «che la nostra associazione assume un ruolo fondamentale di raccordo e di rete con le istituzioni regionali, provinciali, comunali e soprattutto con i consorzi del vino. In questi vent’anni la Strada è cresciuta e oggi più che mai vuole essere un punto di riferimento per il territorio. Non siamo nati per “vendere vino o prodotti tipici”, ma siamo nati e oggi vogliamo sempre più “vendere" il territorio», ha concluso Flavio Bonardi.•. V.Mor.

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