Diventano discariche «Green service» addio

Ecco  cosa finisce al posto del verde nei «green service» di Bovezzo
Ecco cosa finisce al posto del verde nei «green service» di Bovezzo

•• Non succede solo a Bovezzo, ma qui hanno deciso di averne abbastanza dei «green service» per la raccolta degli sfalci da giardino trasformati in discariche a cielo aperto, e il Comune ha dovuto e voluto trovare una soluzione. Insieme a rami, foglie e erba dei giardini si trovano lavandini, porte, sanitari, cartone e sacchi con rifiuti di vario tipo che vengono gettati con disinvoltura dai soliti idioti. Esausti per questo malcostume, sindaco e assessore hanno deciso di correre ai ripari: nei prossimi mesi i green service spariranno per far spazio alla raccolta porta a porta del verde. «Dopo una lunga riflessione a cui lavoriamo da oltre un anno - dichiara la sindaca Sara Ghidoni - abbiamo deciso di tentare questa strada. Sappiamo che i cambiamenti non sono mai facili da digerire, ma siamo aperti a suggerimenti per migliorare il servizio che partirà nei prossimi mesi». Come funzionerà? Entro il 12 marzo i residenti potranno far richiesta per ottenere, al costo di 60 euro l’anno, un contenitore da tenere in giardino che sarà ritirato una volta alla settimana. Oltre a questo è in previsione l’apertura straordinaria dell’isola ecologica la domenica mattina. «Abbiamo deciso di togliere i cassoni aggiungendo però un servizio: un porta a porta specifico e su richiesta - aggiunge l’assessore all’Ambiente Mario Folli -. La raccolta del verde coprirà il periodo marzo/ottobre». Per Bovezzo è la prima esperienza di porta a porta, considerato che è uno dei Comuni ad aver scelto il sistema a calotta, ma potrebbe essere anche una prova per prendere in considerazione un cambio di rotta in occasione del rinnovo del contratto con Aprica nel 2023. I costi? «Parliamo di 7,5 euro al mese, meno di due ero per ogni ritiro settimanale - risponde Folli -. Tutti i cittadini hanno ricevuto un volantino informativo ma sappiamo che andiamo incontro a polemiche». La verità è che non c’erano altre soluzioni. «Non togliamo un servizio, ne aggiungiamo uno riportando a sei giorni l’attività del netturbino che paghiamo ad Aprica per pulire strade e mini isole. Ora l’operatore impiega un giorno su sei per svuotare i box - conclude Ghidoni -. L’idea del green servire sarebbe ottima se non li trasformassero in discariche». Gli amministratori hanno condiviso la scelta con i Comuni vicini, che potrebbero esser presi d’assalto quando i contenitori del verde spariranno. •.