È scattata la «crociata» contro il gioco d’azzardo

Castenedolo ha dichiarato guerra alle ludopatie: la battaglia si combatterà a colpi di divieti e limitazioni, ma anche di iniziative di prevenzione
Castenedolo ha dichiarato guerra alle ludopatie: la battaglia si combatterà a colpi di divieti e limitazioni, ma anche di iniziative di prevenzione

Con una decisione coraggiosa Castenedolo mette al bando il gioco d’azzardo. Approfittando dello stop al business imposto dalla pandemia alla filiera di slot machine, videolottery e scommesse varie, l’Amministrazione comunale ha varato un regolamento per provare a limitare la ludopatia. Gli obiettivi e le rivendicazioni del pacchetto normativo si specchiano nella premessa: «Il regolamento per il funzionamento delle sale slot e per l’istallazione di apparecchi da intrattenimento è finalizzato alla prevenzione e al contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito». Tra le misure più restrittive figura il divieto dell’Amministrazione civica di concedere in locazione o concessione immobili comunali, a qualsiasi titolo, a privati o imprese che vogliano aprire centri di scommesse sportive e giochi. La prescrizione è estesa anche a bar e tabaccherie che hanno in progetto l’installazione di apparecchi da intrattenimento. Rigidi vincoli anche nelle distanze da luoghi sensibili come scuole, chiese e uffici pubblici. Il Comune punta a «disincentivare il gioco compulsivo, che spesso degenera nella dipendenza patologica, anche attraverso iniziative di informazione e di educazione creando alternative a slot machin e videopoker. Per questo saranno messe a punto iniziative di aggregazione sociale, la condivisione di un’offerta pubblica e gratuita pensata per valorizzare il tempo libero. L’assessore con delega ai Servizi sociali Emilio Scaroni, illustrando le finalità del regolamento in Consiglio comunale ha sottolineato che «la ludopatia colpisce le fasce più povere della popolazione sia da un punto di vista economico che cognitivo». Mentre Gianbattista Groli, consigliere comunale di Castenedolo Democratica, ha rilevato che «si è in presenza di un chiaro caso di “schizofrenia statale” dove lo Stato ogni anno inventa nuovi giochi per recuperare risorse economiche per finanziare il proprio bilancio, delegando alle Regioni e ai Comuni il compito di emanare norme per evitare il fenomeno della ludopatia. Il regolamento è efficace, ma non credo che riuscirà a risolvere la problematica della azzardopatia». Nel 2019 - prima della fermata per il Covid -, nel Bresciano sono stati spesi più di 2 miliardi in gioco d’azzardo, lotterie istantanee e slot, 320 milioni solo in città. Tra questi, 117 milioni nelle «macchinette» installate nei bar e nelle tabaccherie, 112 nelle videolottery, 12 al Bingo, 32 nelle lotterie istantanee, 21 nel Lotto, 5,6 nel SuperEnalotto e 3,5 nelle scommesse virtuali. Da queste cifre rimane escluso tutto il movimento on-line, che non si può quantificare ed è costantemente in crescita. Anche il numero dei giocatori nella provincia, indicato in 30 mila persone, è più ampio se si contano anche gli «internauti». L’azzardopatia è una piaga della nostra provincia, che conta il maggior numero dei centri di ascolto e di servizi per il trattamento delle dipendenze. Nel 2019 sono state 7.441 persone che si sono rivolte ai centri terapia delle Ats. •. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valerio Morabito

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