Il colpo di genio nel 1919 del cavalier Rovetta

Una decina le aziende agricole  che coltivano pesche a Collebeato
Una decina le aziende agricole che coltivano pesche a Collebeato
Una decina le aziende agricole  che coltivano pesche a Collebeato
Una decina le aziende agricole che coltivano pesche a Collebeato

Protagonista della storia di Collebeato e della sagra annuale organizzata dalla Pro Loco è il frutto della pesca che ha assunto nel corso degli anni l’indiscusso ruolo di simbolo per il paese, il frutto re delle tavole estive. Arrivò nel Comune dell’hinterland grazie all’intuizione del proprietario terriero e cavaliere Filippo Rovetta, che stimolato da coltivazioni esemplari in altre parti d’Italia nel 1919 importò qui alcune piantine dando vita a un fenomeno inarrestabile. La pesca di Collebeato, in dialetto bresciano «Pèrséch de Cobiàt», ben presto infatti conquistò la ribalta internazionale richiamando a sé appassionati ed esperti da tutto il mondo, curiosi di conoscere da vicino i pescheti locali. La coltivazione tradizionale riguardava perlopiù la pesca bianca, oggi abbastanza rara. Le pesche divennero lavoro per la maggior parte delle famiglie. Tutti venivano coinvolti nello svolgimento di questa attività̀ commerciale, dai più̀giovani ai più anziani. Coltivazione, raccolta, confezionamento e vendita. Vennero creati dei punti di raccolta delle pesche dove venivano pesate e portate al mercato sia di Brescia che di Milano. La resilienza dei contadini li portò anche a creare nuovi innesti e alla produzione di prodotti come la persicata, una marmellata fatta con pesca tardiva e zucchero. Negli anni il mercato è cambiato drasticamente lasciano la produzione di Collebeato ad un interesse di nicchia e per veri appassionati di qualità e gusto. La pesca di Collebeato viene oggi coltivata secondo metodologie moderne da una decina di aziende. M.Ben.