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31.10.2019

Il lavoro
accende la
doppia protesta

A Sabbio Chiese il corteo a supporto delle rivendicazioni dei lavoratori della Industrie Pasotti spa
A Sabbio Chiese il corteo a supporto delle rivendicazioni dei lavoratori della Industrie Pasotti spa

Il mondo del lavoro accende la preoccupazione e raddoppia le proteste nel Bresciano. Iniziando dal settore della grande distribuzione organizzata per arrivare a quello metalmeccanico.


RISPOSTE e, soprattutto, maggiori tutele: è quanto hanno chiesto ieri lavoratori del gruppo Auchan Retail Italia (rete dei negozi Auchan, Sma e Simply) che hanno incrociato le braccia in segno di protesta. Uno sciopero, proclamato a livello nazionale da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, contro la «nebulosità di un’acquisizione» da parte di Conad. In provincia la mobilitazione si è concretizzata davanti ai tre iper Auchan di Roncadelle, Mazzano e Concesio, raggiungendo un’adesione vicina al 90% nelle ore in cui al ministero dello Sviluppo Economico è entrato nel vivo il confronto tra le segreterie nazionali dei sindacati e i rappresentanti della società subentrante. «Un incontro insoddisfacente - commenta Valter Chiocci, leader provinciale Fisascat -: non è stato presentato il piano industriale e non sono state indicazioni chiare». Poche le informazioni: a livello generale 52 attività saranno cedute ad altri operatori, ai 109 negozi già previsti nel perimetro Conad se ne aggiungeranno altri 45 (arrivando a 154). Nel frattempo gli esuberi sono consistenti: al momento 3.105 (con proposte occupazionali diverse) nel Paese a fronte di 16.140 addetti, di cui 13.035 «messi in sicurezza» come precisato da Conad. Non ci sono pericoli per il deposito di Chiari, ma nel Bresciano non mancano timori: in questa fase sono certi del trasferimento a Conad 15 strutture Sma su 29 (nessuno dei tre iper Auchan di Roncadelle, Mazzano e Concesio) per un totale di 680 lavoratori su circa 1.800 complessivi: nessuna certezza, quindi, per oltre 1.100 lavoratori.


LA GIORNATA di sciopero ha interessato l’intera rete di vendita, le piattaforme logistiche, i dipendenti degli appalti e dei servizi. «Non c’è un accordo sindacale, non si sa come avverranno i passaggi contrattuali e chi sarà l’interlocutore finale», ha sottolinea Roberto Politano della Uiltucs-Uil durante il presidio a Roncadelle; iniziative analoghe a Milano e a Roma. «Parlano di ristrutturazione, ma noi sappiamo molto bene cosa vuol dire, cioè riorganizzazione e riduzione del personale», ha aggiunto Mario Balio, leader Uil di Brescia. «In una prima fase i punti vendita trasferiti faranno capo a una società creta ad hoc per l’operazione, dopodiché passeranno in mano ai vari soci Conad, ma chi saranno e come agiranno non è noto. Il rischio maggiore sarà per i supermercati con meno di 50 dipendenti», è il quadro delineato da Gigliola Curcelli della Filcams. In ogni caso si dovrà attendere il parere dell’Antitrust: l’acquisizione potrebbe innescare una sorta di monopolio della grande distribuzione. Quindi, spetterà all’Autorhity indicare il numero di punti vendita coinvolti dall’operazione. «È giunto il momento di un confronto sinergico tra sindacati e la politica locale e nazionale per garantire un futuro dignitoso ai lavoratori», è l’invito di Paolo Tempini (Fisascat-Cisl di Brescia), con il chiaro riferimento «alle aperture indiscriminate dei centri commerciali, causa di gravi difficoltà nel commercio e di altri problemi».


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Marta Giansanti
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