La task force di esperti va a caccia dell’amianto

A Borgosatollo scatta la ricerca dell’amianto negli edifici privati
A Borgosatollo scatta la ricerca dell’amianto negli edifici privati

•• Un «censimento» puntuale e completo dell’amianto non ancora rimosso dagli edifici privati di Borgosatollo. É l’obiettivo dell’Amministrazione comunale, che affiderà ad un’impresa specializzata l’analisi degli immobili che per loro natura e data di costruzione potrebbero essere contaminati dalle pericolose fibre di asbesto. La procedura non comporterà nessun onere a carico del Comune, e nessun vincolo per i privati di farsi affiancare dalla società scelta per eventuali pratiche non eseguite in precedenza, ma sarà certamente da stimolo, per chi non l’avesse già fatto, di «mappare» in Ats il manufatto in amianto e regolarizzare la situazione, senza arrivare alle sanzioni previste dalla legge, che spetta al Comune erogare. L’opera di censimento - della durata di un anno - prevede l’individuazione degli immobili, la mappatura fotografica realizzata tramite Google-maps, e tavole catastali di tutte le strutture che presentano coperture in amianto. La campagna di ricerca prevede anche di stilare un elenco completo delle attività produttive e degli immobili residenziali e di loro pertinenza - come box e tettoie - che ancora presentano manufatti contenenti asbesto. La ditta che avrà in carico il servizio potrà proporre ai proprietari, senza vincoli nè obblighi, di predisporre la documentazione prevista dalla normativa. «Sugli edifici di proprietà pubblica non sono presenti coperture in amianto, completamente e correttamente smaltite con l’ultimo intervento sul tetto del teatro comunale - spiega l’assessore all’Edilizia privata e Urbanistica, Marco Frusca -. Tutti sappiamo i gravi danni alla salute che possono provocare le fibre di amianto che provengono da manufatti non correttamente monitorati e in stato di degrado e sbriciolamento. Ecco quindi la necessità di una mappatura puntuale, non solo a tutela dei proprietari dell’edificio, ma di tutta la cittadinanza». Per lo smaltimento di coperture in amianto la Regione Lombardia ha varato dei bandi che prevedono la compartecipazione alla spesa. Secondo l’ultimo report dell’Ats, ogni bresciano -neonati compresi - ha la pesante dote di un carico di dieci chili di amianto potenzialmente pericoloso. Sono infatti oltre diecimila le tonnellate di asbesto ancora da bonificare sul territorio provinciale, dove sono stati censiti 5 milioni e 753 mila metri quadrati di tetti e lamiere in asbesto.•.