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12.07.2019

Nasce la Consulta:
in agenda ci sono
già tre emergenze

Lo smaltimento dei rifiuti industriali e delle discariche resta una delle priorità dell’agenda della Consulta ambientale del Broletto
Lo smaltimento dei rifiuti industriali e delle discariche resta una delle priorità dell’agenda della Consulta ambientale del Broletto

Enti locali, produttori, associazioni sindacali e ambientalisti seduti attorno a un Tavolo per confrontarsi e trovare soluzioni nell’interesse del territorio. È questo l’obiettivo della nuova Consulta per l’ambiente e per lo sviluppo sostenibile presentata in Provincia dal presidente Samuele Alghisi, dal vice Guido Galperti e da Giovanmaria Tognazzi, direttore del Settore ambiente.

 

L'ORGANISMO sarà tenuto a battesimo dalla seduta convocata mercoledì 17 alla presenza dell’assessore regionale all'Ambiente Raffaele Cattaneo. «Vogliamo raggruppare voci diverse che parlano un linguaggio comune su tematiche ambientali e uscire dall’ambiguità, fare chiarezza e mettere i problemi a nudo, per evitare di cadere, come spesso accade, in equivoci», ha spiegato Alghisi. «Si chiama Consulta per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile perchè questi due mondi devono essere messi in sintonia - ha aggiunto Galperti - Non si può immaginare una gestione della partita ambiente che faccia chiudere le aziende». Rispetto alle Consulte del passato il tavolo si è ristretto, ma è qualificato dalla presenza di 25 «protagonisti», tra cui 6 associazioni ecologiste: Legambiente, Wwf, Italia Nostra, il Comitato per l’Amianto Brescia, Basta Veleni ed il Coordinamento Comitato Ambientalisti Lombardia. Coinvolti anche Regione, Comune di Brescia, Camera di Commercio, Acb, Aib, Collegio dei Costruttori edili, Associazione Artigiani, Confartigianato, Api Industria, Cna, Confesercenti, Assopadana, Copagri, Confederazione italiana Agricoltori, Unione Provinciale Agricoltori, Coldiretti, Cgil, Cisl e Uil. La Consulta si muoverà sostanzialmente intorno a tre filoni: «Sollecitati da Legambiente, promuoveremo tavoli tematici sull’uso delle scorie di acciaierie - ha spiegato Galperti - cercando di arrivare ad un testo articolato. Il secondo aspetto riguarda il Piano rifiuti regionale, che scade l’anno prossimo, ed è sempre stato incentrato in particolare sul solido, che rappresenta solo un sesto degli inerti speciali (5 milioni contro i 30 complessivi). Vogliamo dare il nostro contributo al Pirellone per la stesura del prossimo piano, che potrebbe anche confermare o estendere l’indice di pressione». Galperti ha infine posto l’accento sullo «Sblocca cantieri», che porterà alla revoca dell’autorizzazione di 106 aziende bresciane che trattano rifiuti. A rischio ci sono gli impianti che riciclano le scorie del termovalorizzatore, «che senza alternative chiuderebbe nello spazio di tre giorni», ha spiegato Galperti. La exit strategy è contenuta in un dispositivo del Governo che aggiusta il tiro. «Se non passerà entro agosto - osserva Galperti - i flussi di scarti verso le discariche aumenteranno in modo esponenziale, i costi di conferimento diventeranno incontrollabili e si mostrerà il fianco alle infiltrazioni della criminalità organizzata».

Cinzia Reboni
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