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03.02.2020

Ogni bresciano
ha un bosco
di 1.300 mq

Le foreste e i boschi rappresentano una risorsa preziosa per l’ambiente e l’economia della  provincia di Brescia
Le foreste e i boschi rappresentano una risorsa preziosa per l’ambiente e l’economia della provincia di Brescia

Ogni bresciano ha a disposizione 1.356 metri quadrati di alberi ad alto fusto, contro la media regionale di 616 metri quadrati. Nel rapporto tra abitanti e superficie boscata la nostra provincia risulta la più «green», con 171.664 ettari di foreste, il 28% dell’intero territorio. É quanto emerge dal Rapporto-2018 stilato dall’Ersaf, che verrà presentato oggi a Milano. La Lombardia è la terza regione italiana per superficie forestale. Con una vastità di 619.893 ettari - l’81% nelle aree montane, il 12% in fascia collinare e il 7% in pianura -, ricopre il 26% del territorio lombardo e il 2% di quello nazionale, registrando un incremento del 2,1% nell’ultimo decennio. «I dati fotografano in maniera scientifica come la superficie del bosco sia in costante aumento - spiega il presidente di Ersaf Alessandro Fede Pellone -. Un fenomeno interessante, in un momento in cui l’attenzione per l’ambiente è al massimo, per l’assorbimento degli inquinanti nell’aria, che è pari a 4,9 milioni di tonnellate». La nostra provincia ha blindato il tesoro verde con stringenti vincoli paesaggistici - 7.191 ettari, pari al 4,2% - e idrogeologici - 162.346 ettari, pari al 94,6%. In Lombardia sono presenti 23 parchi regionali ed un’oasi nazionale, che coprono una superficie complessiva pari al 22% del territorio regionale. I Siti Natura 2000 in Lombardia sono 245 per 373.529 ettari comprensivi di 67 Zone di Protezione speciale e 196 siti di Importanza comunitaria, designati come Zone speciali di Conservazione (18). SECONDO IL SISTEMA informatizzato di denuncia di taglio bosco, nel 2018 la massa vegetale asportata è stata pari a 565.237 metri cubi, distribuiti su 7.767 ettari. C’è stata una diminuzione rispetto al 2017 sia della massa (-3,4%) che della superficie interessata (-4,4%). L’utilizzo prevalente del legname richiesto al taglio è quello energetico (73% sul totale, 414.585 metri cubi), di cui il 48% per autoconsumo e la restante quota per uso commerciale. Considerando anche la massa ottenuta dalle piantagioni di pioppo, il volume richiesto in Lombardia nel 2018 raggiunge un valore quasi doppio rispetto a quello monitorato dalle denunce di taglio bosco, superando 1,1 milioni di metri cubi. In Lombardia la specie più richiesta al taglio è l’abete rosso, con 93.159 metri cubi complessivi. La robinia mantiene il secondo posto con un volume pari a 81.349 metri cubi; seguono castagno, faggio e larice europeo. La provincia dove è stato richiesto più legname è Brescia, con 122.053 metri cubi (il 21,6% del totale). Di questi, 57.049 metri cubi, pari a 699 ettari, sono boschi in alto fusto, e 65.004 metri cubi, pari a 1.082 ettari, boschi cedui e misti. Brescia è seconda in classifica per quanto riguarda il legname da opera, con il 32,8% (Sondrio detiene il primato con il 37,7%), mentre è terza per volume di legname tagliato per finalità energetica, con il 17,3%, dopo Varese e Bergamo. LE STRADE. Il rapporto Ersaf monitora anche la rete viabilistica agro-silvo-pastorale. Il sistema informativo ha rilevato nel 2018 4.394 strade per un’estensione lineare di circa 6.425 chilometri, e 1.251 strade progettate o in costruzione per uno sviluppo previsto di circa 1.622 chilometri. I dati sono in flessione rispetto al 2017, con 37 strade e 34 chilometri in meno. Un fenomeno legato anche alla crescente richiesta di cancellazione di strade, dovuta alla difficoltà di sostenere l’onere della loro gestione. Nel Bresciano i tracciati censiti nel 2018 sono 1.534. La maggior parte si concentra in Valcamonica, con 954 strade attive, mentre sono 326 quelle in progetto. Segue la Valsabbia con 228 strade e 13 in progetto, l’Alto Garda con 175, la Valtrompia con 120 e 39 strade in itinere, ed infine il Sebino con 57 tracciati e 3 in progettazione. •

Cinzia Reboni
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