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23.03.2019

Polo logistico, guerra totale sui benefit

Da sinistra Renato Pasinetti, Antonio Mossini e Gianluca Cominassi
Da sinistra Renato Pasinetti, Antonio Mossini e Gianluca Cominassi

«Ospitaletto non è una Repubblica autonoma. E il sindaco Giovanni Battista Sarnico non può rifiutare il dialogo con i Comuni confinanti. Se il suo atteggiamento di chiusura non cambia chiederemo la sospensiva per bloccare i lavori del polo logistico Esselunga». Esclusi dai benefit della riconversione dell’ex acciaieria Stefana, i sindaci di Cazzago, Travagliato e Castegnato minacciano una «guerriglia» a colpi di carte bollate e codicilli urbanistici. Le possibilità di una tregua sono riposte nella Provincia che il 17 aprile dovrà decidere se la scelta di negare le compensazioni ai vicini di casa di Ospitaletto è legittima. Prima ci sarà tempo almeno per un’altra conferenza dei servizi, che al momento però non è stata ancora calendarizzata. Nel frattempo, i tre Comuni - che hanno già presentato ricorso al Tar per impugnare l’adozione del piano attuativo in variante al Pgt di Ospitaletto - hanno depositato in Provincia quella che chiamano una «memoria difensiva» in risposta al «parere pro veritate» presentato il 5 marzo scorso da Sarnico. «Una situazione imbarazzante - la definisce Renato Pasinetti, sindaco di Travagliato -. Un parere pro veritate dovrebbe essere concordato tra le parti, e non venire calato dall’alto. Il nostro è un documento oggettivo sulla situazione reale. Se non sarà possibile sedersi attorno a un tavolo per discutere, ci affideremo alle carte bollate. Non vediamo altre strade». Per Gianluca Cominassi, sindaco di Castegnato, «Sarnico si aggrappa ai cavilli pur di non ammettere la ridistribuzione dei benefit anche agli altri Comuni per quella che lui stesso definisce “un’operazione di valenza sovracomunale”. Dire che si tratta solo di un “intervento migliorativo” non risponde alla realtà. Ci saranno tanti piccoli o grandi disagi per il comprensorio, a partire dalla sottocentrale elettrica che gravita su Cazzago, all’aumento del traffico sulle strade di accesso al polo logistico, per finire con il depuratore per 900 dipendenti a regime, che verrà costruito all’interno del comparto ma porrà vincoli alle zone circostanti con la fascia di rispetto prevista». ANTONIO MOSSINI va oltre: «Quando Sarnico parla di riconversione industriale, dimentica che l’attività è cessata con il concordato preventivo del 2015 e la messa in liquidazione dell’azienda nel 2017 - afferma il sindaco di Cazzago -. Il piano di dismissione della ex Stefana prevede il mantenimento della cabina di decompressione del metano e della sottostazione elettrica, che ricadono in parte sul territorio di Cazzago. L’Autorizzazione integrata ambientale del 2011 prevede che la ditta deve provvedere alla bonifica e al ripristino finale dell’area in caso di chiusura dell’attività, in accordo con le previsioni contenute nello strumento urbanistico. Ma tutta l’area di proprietà Esselunga che grava su Cazzago è classificata secondo il Pgt come zona agricola, e il mantenimento dell’impianto produttivo non risulta conforme urbanisticamente alle norme». Tra l’altro, aggiunge Mossini, «è stata riscontrata la presenza della pratica edilizia dell’anno 1974 con cui la società Isa spa, allora proprietaria dell’impianto produttivo, ha chiesto ed ottenuto la licenza di costruzione, con prescrizioni, di una recinzione e cabina per metano, ma non è stata riscontrata la presenza di alcuna autorizzazione edilizia per la sottostazione elettrica». Mossini quindi ha avviato un provvedimento amministrativo ritenendo «necessaria la rimozione della parte di cabina elettrica insistente su Cazzago e delle pavimentazioni limitrofe. Abbiamo fatto presente questa cosa fin dalla prima conferenza dei servizi, il 13 settembre 2017, ma è sempre stata ignorata da tutti». «Ospitaletto non può decidere autonomamente quali saranno le mitigazioni per gli altri Comuni - aggiunge Cominassi -. Come contropartita ci offre il parco sovracomunale di Lovernato, che peraltro insiste esclusivamente su Ospitaletto. Nessuno vuole la carità, ma vogliamo sederci attorno a un tavolo e discutere». La palla passa al Broletto «che non può fare come Ponzio Pilato», avverte Mossini. «La nostra non è mai stata un’azione dirompente - conclude Pasinetti -, ma una posizione di buon senso. La richiesta di sospensiva sarà l’ultima ratio, e non vorremmo mai che a farne le spese sia proprio Esselunga, sul cui progetto siamo naturalmente tutti a favore». •

Cinzia Reboni
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