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04.08.2020

«Premiata la mobilitazione È una vittoria dei cittadini»

Il sostegno popolare alla protesta è sempre stato costante
Il sostegno popolare alla protesta è sempre stato costante

Ieri mattina a Buffalora le campane hanno suonato a festa. Per il quartiere cittadino e per Rezzato è stato il giorno della «liberazione» da un incubo, quello del progetto della discarica Castella, definitivamente affossato dal Consiglio di Stato. Ai giudici avevano scritto recentemente anche i bambini della scuola elementare Bellini di Buffalora, che si erano rivolti anche al Capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per far presente che in quel «quartiere piccolo e tranquillo alla periferia di Brescia, le nostre lezioni a scuola e le nostre ricreazioni all’aperto vengono disturbate da odori molto sgradevoli e siamo costretti a chiudere le finestre o a rientrare in classe per evitare di respirare aria malsana. E il problema non si risolve neanche rifugiandoci nelle nostre case…». Cosa chiedevano i bambini? Solo di «vivere in un mondo più pulito, correre in mezzo ai prati verdi e respirare aria pura. Pensiamo che sia un nostro diritto». La sentenza del Consiglio di Stato é stata accolta con legittima soddisfazione anche dal Comitato Difesa Salute Ambiente di Buffalora, da sempre in prima linea nella battaglia contro la discarica. «Finalmente otteniamo giustizia - commenta Francesco Venturini del Codisa -. È una minaccia eliminata definitivamente. Abbiamo sempre manifestato la nostra contrarietà, sfociata nel mega corteo del settembre 2018. Le nostra mobilitazione è servita a qualcosa. É la vittoria dei cittadini». Venturini provocatoriamente lancia una proposta a Garda Uno, artefice del progetto: «Visto che su quest’area non nascerà mai più una discarica, e a loro non serve più, potrebbero destinarla al Parco delle Cave». Anche il Pirellone sottolinea la «vittoria dei cittadini. Brescia non può permettersi altre discariche - osserva l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi -. Sotto il profilo ambientale questa provincia ha già dato troppo ed il fattore di pressione regionale è nato anche per porre fine a questo scempio. Dispiace che il Broletto abbia voluto sostenere fino in fondo scelte sbagliate, ma ciò che conta ora è che i bresciani possono tirare un sospiro di sollievo. Abbiamo supportato la battaglia dei cittadini di Buffalora. La decisione della Regione di schierarsi contro il progetto era sostenuta da dati oggettivi. Una scelta coerente con la logica del calcolo degli impatti cumulativi in una zona già compromessa». •

C.REB.
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