CHIUDI
CHIUDI

08.03.2019

La Tav prende
le misure
all’ultimo «miglio»

Mentre la Tav sul Garda aspetta un semaforo verde e la Torino-Lione è sempre più al centro del braccio di ferro tra le due forze di governo, Lega e 5Stelle, dalla città e dall’hinterland giungono segnali che fanno pensare alla fase di redazione del progetto relativo al tratto centrale dell’alta velocità in città e nell’immediato hinterland di Rezzato, verso Mazzano. DA QUALCHE GIORNO sono all’opera lungo la linea ferroviaria tecnici di una società specializzata, impegnati a individuare ogni genere di edificio e di attività entro 300 metri di distanza dai binari. Queste rilevazioni serviranno a valutare i riflessi del rumore dei convogli sugli insediamenti e di conseguenza la necessità o meno di adottare misure protettive. La città finora è rimasta defilata, ma prima o poi Rfi dovrà render noti progetti e soluzioni adottate nei punti più delicati per la presenza di infrastrutture, abitazioni, insediamenti produttivi. L’alta velocità è approdata a Brescia non senza fatica, dall’ovest attraverso la tratta Treviglio-Brescia completata nel 2016, infilandosi tra autostrade, tangenziale, viabilità ordinaria, uno slalom non privo di difficoltà infine superate. Si tratterebbe ora di rimettere mano ai binari verso est, penetrando nel tessuto cittadino, e qui i tecnici dovranno davvero usare il bisturi con l’obbiettivo di ridurre al minimo il sacrificio di immobili. Nella zona di Rezzato, a ridosso della ferrovia non mancano attività produttive, commerciali e un reticolo stradale che metterà a dura prova i progettisti. Non resta a questo punto che aspettare le carte in tavola per valutare l’impatto dell’alta velocità sulla tratta tra Brescia e Rezzato. Come far uscire la Tav dalla città, per andare a congiungersi a Mazzano con il nuovo corridoio ferroviario, è da anni un tema complicato, praticamente congelato dal 2017. In quell’anno, precisamente il 10 luglio, il Cipe ha approvato il progetto definitivo della futura Tav partendo da Mazzano verso Verona Ovest, rinviando invece a un successivo «studio di fattibilità» l’esame del progetto per il tratto urbano: come far uscire l’alta velocità da Brescia città e come connetterla a Mazzano attraversando Rezzato, per 5.5 chilometri. LA DECISIONE già presa nel 2017 dal governo Gentiloni è quella di progettare un quadruplicamento della ferrovia esistente, sia in uscita dalla città sia attraverso il territorio di Rezzato, mentre è da Mazzano che avrebbe inizio la Tav vera e propria, con il tratto finanziato per 1 miliardo e 645 milioni di euro più Iva diretto verso Verona passando attraverso Calcinato, Lonato, Desenzano e Pozzolengo sui colli morenici del Garda bresciano. E Rezzato? Probabilmente i tecnici «avvistati» nell’hinterland stanno svolgendo i rilievi finalizzati alla progettazione definitiva. Di fatto nessuno, nemmeno gli amministratori locali, risulta aver preso visione di un progetto preliminare. Ma i tempi per lo studio di fattibilità, fissati in 12 mesi ancora nel 2017, sono sicuramente scaduti ed è praticamente certo che le carte progettuali esistano, e che presto salteranno fuori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

William Geroldi
Correlati

Articoli da leggere

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1