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«Sfiducia alla Gelmini, nessun giallo»

DESENZANO. Interrogazioni parlamentari, polemiche sui giornali e accuse al Comune per la delibera di 11 anni fa

 Il ministro Gelmini
Il ministro Gelmini

 Il ministro Gelmini
Il ministro Gelmini

Nella primavera del 2000, l'attuale ministro Maria Stella Gelmini era presidente del Consiglio comunale di Desenzano. Ma venne «sfiduciata» e dovette lasciare l'incarico.
A distanza di 11 anni, ora un sacco di gente sta chiedendo al Comune una copia del documento che sfiduciò la Gelmini. Anche perchè si è sparsa la voce che la delibera certificasse una sua asserita «incapacità» (il che fra l'altro non corrisponde al vero).
Finora pochi hanno ottenuto copia del documento, «non per un atteggiamento preclusivo» ma perché tutti gli altri «non erano portatori di interesse diretto». Lo spiega, anche un po' seccato, il dottor Edoardo Leone, segretario generale del Comune di Desenzano, dopo aver letto il servizio pubblicato sul Venerdì, il settimanale di «Repubblica», dal titolo «Desenzano nasconde la bocciatura della Gelmini».
L'articolo (per il quale Leone sta meditando una querela nei confronti del settimanale) riferisce di un diniego opposto dal Comune alla richiesta di Carlo Gubitosa, direttore di una rivista, di ottenere copia della delibera.
Inoltre, secondo quanto riportato dal Venerdì, nell'atto ci sarebbe scritto che la Gelmini fu sfiduciata per «manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa». Aggiungendo poi che su quel «documento è calata una cortina di ferro». Sulla vicenda, inoltre, è stata presentata un'interrogazione al premier Berlusconi e al ministro Brunetta dal gruppo Radicale.
In ogni caso, conferma Leone, non è vero che nella delibera si parli di «incapacità» della Gelmini: «Nell'atto si dice "il presidente del consiglio comunale ha dimostrato scarsa sollecitudine nell'adempimento dei suoi doveri istituzionali tra cui il mancato controllo dell'attuazione di molteplici delibere consiliari", ma non c'è la frase citata dal giornale».
«Infine non è vero - conclude il segretario comunale - che il Comune, o il sottoscritto, abbiano nascosto la delibera: non posso tollerare questa diffamazione nei miei confronti». M.TO.